sabato 26 aprile 2014

E' finita.
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lunedì 14 aprile 2014

Conseguenze della visita all'Archivio di Stato di Cagliari

L: Io, sinceramente, non pensavo che saresti venuta.
Io: Perché?
L: Perché dopo un esame in cui hai preso trenta, dopo aver passato la notte in bianco, sinceramente non pensavo di vederti al binario alle sette meno un quarto del mattino a salutarmi facendomi vedere che eri lì...

Io: Abbiamo visto un documento in cui si diceva di un 'rapimento di zitella'.
Mamma: Che???
Io: Si, rapimento di zitella. Un tizio è finito in carcere per un bacio rubato nel 1600. C'è anche da dire che il padre di lui teneva un coltello alla gola della madre di lei perché non fiatasse mentre lui le chiedeva di sposarlo... Ah, e mamma, ho toccato una bolla papale di Clemente XIII!

Io: Ti voglio chiedere una cosa...
Lui: Si?
Io: Tu cosa diresti se dopo la laurea andassi a Cagliari per specializzarmi in una scuola di archivistica, paleografia e diplomatica?
Lui: FALLO!!!!

Per il resto, mi sono divertita moltissimo, era da un sacco che non ridevo così tanto. E, come detto sopra, forse ho anche trovato una specialistica che mi piace. :D

Questo è il sito della scuola: http://www.archiviostatocagliari.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=2&Itemid=5

giovedì 10 aprile 2014

Esame

Entro nella stanza in ritardo di un quarto d'ora, perché alla fine la mia collega G., mentre le spiegavo che sinceramente non sapevo se presentarmi, mi sembrava di non essere per niente preparata, mi ha detto: "Ko, vai!!! Al massimo lo ripassi a maggio!" E così, ho preso le mie cose e sono andata. Mi avevano appena tolta dall'elenco, ma poi, mi hanno rimessa appena ho detto il mio nome. Mi sistemo nell'ultima fila. La mia collega N. sta andando letteralmente fuori dai gangheri, mentre una persona parla se lei aveva in mente la risposta corretta rotea il pugno in aria. Io invece me ne sto lì tra libri, appunti, fotocopie, e quant'altro, a rileggere per l'ennesima volta le cose e pensando che posso anche fuggire, chi se ne frega, vado a maggio, ma al tempo stesso ormai ci sono, e che figura ci faccio?? N. viene chiamata e fa scena muta. Ci rimango male per lei. Un'altra del mio corso prende un 28. Ancora due persone e si chiama "Patin", tra l'altro detto in modo corretto, ma in quel momento non me ne accorgo neanche. "Cognome francese?" "Si".
Prima domanda. Rispondo. All'inizio titubando, tanto che mi si dice di darmi una calmata. Ma poi vado vado vado. Mi si dice che è tutto perfetto.
Seconda domanda. Cavolo, quella parte lì l'ho copiata dalle registrazioni e basta...oh, dai, sviamo un po' dall'argomento poco a poco, forse così riesco a sembrare più pronta...e funziona. I concetti base li so.
"Bene. La prossima volta che ci vediamo controlli l'ansia, però." E vedo il voto. Non ci credo. Non è possibile che io, Kore Patin, con una carriera liceale piuttosto disastrosa, ho preso quel voto in questo esame.

30.
TRENTA.

Io ho preso trenta. E lì, tutta la tensione accumulata, tutta quella tensione che forse ha anche causato un po' quei litigi insopportabili (dopotutto era già successo all'esame di maturità), se ne va. Ringrazio. Mi alzo. La gente mi sorride. Prendo le mie cose e me ne vado.

30. TRENTA!!

venerdì 4 aprile 2014

Pezzi di noi si staccano poco a poco.
Questo cielo plumbeo ci rispecchia bene...

Che c'è ragazzino bimbo minchia che mi fissa in autobus? Si, anche le metallare che si vestono di nero e hanno un anello nel naso piangono. Qualche problema? E allora smamma. Sono umana anch'io.

mercoledì 2 aprile 2014

Abney Park!

Ho un mal di testa allucinante...ma mi sta passando...

Terminata la nota sulla mia salute piuttosto altalenante in questi giorni, vi voglio postare due canzoni di un gruppo Steam Punk che sto scoprendo ultimamente e che mi sta piacendo tantissimo: gli Abney Park!



Il suono della loro musica mi fa pensare al deserto, in particolare Daddy's Side Car...non so perché. Ma in questi giorni ne sto diventando dipendente!!

A presto!! ;)

PS: Forse, ma dico forse, ho trovato una persona con la quale realizzare un fumetto tratto da 20 Whisper Street... vi aggiornerò!

venerdì 21 marzo 2014

Dopo questa, penso che la mia idiozia non abbia limiti

Perché? Perché. Ieri, prima di una lezione, io e il mio ragazzo andiamo al supermercato. Ci stuzzichiamo, litighiamo per finta. E ad un certo punto, io ho la brillante idea di colpirlo con una mossa di karate. Risultato? Gli ho schiacciato i tendini della mano. E lui deve suonare... In questo momento mi sento una perfetta idiota. IDIOTA.

martedì 18 marzo 2014

La follia...

Autobus. Sto andando a lezione. Per passare il tempo, leggo il libro Storia della Pirateria di David Cordingly. Accanto a me, quattro signore pettegole che parlano dei negozi e delle commesse, secondo loro ce ne sono troppe ed è per questo che i negozi aumentano i prezzi e poi falliscono, devono pagare troppo persone. Teoria interessante...ma le voci gracchianti delle suddette signore mi impediscono di capire l'avvento della goletta tra i pirati dei caraibi. Di conseguenza, lascio perdere e chiudo il libro, infastidita. Quando una delle signore dice che è felice di essere ormai vedova (argomento tra l'altro già sentito e che mi disturba parecchio), entra un signore. Il quale le dice, ma chi ve lo fa fare, signore, andate alle Maldive, tornerete più giovani di trent'anni e vi daranno un lavoro. Dopodiché, il suo sguardo si posa su di me. E allora...

"Ma guardatela, questa povera ragazza, è pallida, studia sempre, si sta consumando il cervello sui libri, prima di studiare sorrideva, era bella, e ora si consuma studiando e leggendo per un diploma che non le porterà neanche un lavoro! Sentite a me, studiare non serve!"

Dopodiché il signore mi fa l'occhiolino ed esce dall'autobus, e mi sento compiangere dalle quattro pettegole...tutto questo davanti ad una mia collega piuttosto scioccata! :D



martedì 11 marzo 2014

Piccole archeologhe crescono

Questa domenica, mio fratello è venuto a casa mia con una delle mie nipoti, la più grande delle sue figlie.
Prima abbiamo pensato di andare a giocare con la palla, ma poi...
"Facciamo una passeggiata?" ho proposto.
La risposta è stata un "Si!!"
All'inizio era una semplice passeggiata, poi, quando abbiamo cominciato a parlare di fossili, è diventata una spedizione archeologica! La zona in cui abito abbonda di fossili di conchiglie, per lo più rotti, certo, ma sui bambini fanno l'effetto di un tesoro. E, mentre insieme a mia nipote raccoglievo quei resti di animaletti vissuti migliaia di anni fa, non potevo fare a meno di pensare a quando avevo la sua età e facevo esattamente la stessa cosa, per pomeriggi interi. Allora erano o mia madre o mia sorella, ad accompagnarmi. E ora i ruoli si sono scambiati. Certo, ci sono delle differenze...mia nipote è un po' brusca, non le importa di avere qualcosa di integro, ma anche solo un pezzo di stella marina tutto rovinato le interessa. Io invece ho il ricordo di un'intera giornata passata dietro casa mia, tra le rocce, con martello e scalpello per tirare fuori dalla roccia una mezza stella marina perfettamente conservata, facendo ben attenzione a non intaccarne la superficie del guscio, su cui sono ancora visibili dei puntini minuscoli. Beh, questa domenica mi è piaciuto molto questa specie di confronto, tra un'archeologa cresciuta che ora studia pure l'archeologia e una piccola archeologa in erba. Poi, ovviamente, le cose cambiano, crescendo. Ho scoperto che l'archeologia non è il mio primo amore, ma comunque mi interessa...e infatti, tra agosto e settembre, farò il mio primo scavo, in una chiesa medievale. E non vedo l'ora!

lunedì 10 marzo 2014

Heath

Questo sabato, ho visto un documentario sulla vita di Heath Ledger.


Me la ricorderò sempre, quella mattina del 22 gennaio 2008. In quei mesi, dopo aver visto con lui Le quattro piume, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e Io non sono qui, e in attesa di Il Cavaliere Oscuro e Parnassus, pensavo: "Heath Ledger? Se continua così soppianterà Johnny Depp e diventerà il mio attore preferito". Ed ecco che, quella mattina, mentre sono ancora tra la veglia e il sonno, la prima cosa che sento e che mi rende immediatamente cosciente è, alla radio dei miei, un giornalista che dice: "...questa mattina la morte di Heath Ledger..." Mi alzo con un "Cooosa???? Ma se ha 28 anni????"

Ebbene si, Heath Ledger era morto per un cocktail di medicinali dosati male. Lasciava una figlia di due anni. All'epoca la notizia fece parlare parecchio, un po' come la morte di Philip Seymour Hoffman in queste ultime settimane. Mi ricordo con disgusto dei paparazzi che fotografavano mentre si portava via il corpo dalla casa in cui era stato trovato e facevano ipotesi su ipotesi. Per questo, in questo post voglio parlare soltanto del modo in cui vedo l'artista Heath Ledger. Le speculazioni voyeuristiche di certe persone mi irritano molto.

Secondo me, Heath Ledger era un attore geniale e completo. Aveva cominciato da poco una carriera di produttore e regista, dirigendo alcuni clip musicali per cantanti come Ben Harper, ispirandosi alla video art.


Bastava vederlo apparire per pochi secondi sullo schermo e pensavi: "Questo è un grande attore". Vedendo sequenze dei suoi film, questo sabato, non facevo altro che pensare a cosa sarebbe potuto diventare. La sua bravura, il suo sguardo, il suo viso, erano ipnotici. Era sempre alla ricerca dei ruoli più difficili, fin dall'inizio. E ci si immedesimava completamente. I genitori hanno conservato tutto di lui, dalle foto che rielaborava, ai copioni ai costumi, ai diari che scriveva per immedesimarsi al meglio. Tutto. Anche l'Oscar postumo per il suo Joker nel Cavaliere Oscuro. E vedere quel padre di famiglia mi ha fatto sentire molto triste.
In particolare, c'è una clip, in cui prova i costumi di scena di Parnassus, che secondo me fa vedere quanto potesse essere bravo. 

                                             

Ecco...voglio concludere così. Non ho ancora visto tutti i suoi film, uno in particolare a casa mia è off limits, ma un giorno ce la farò... Se c'è una cosa che può permettere solo il cinema, è quella di darti almeno l'illusione che i tuoi attori preferiti ci siano ancora. Un'amara illusione. 














 

venerdì 7 marzo 2014

La ragazza di fuoco

Ciao a tutti! Son qui soltanto per dirvi che sto leggendo Hunger Games-La ragazza di fuoco e che mi sta piacendo tanto, ma tanto, che posso anche essere mezzo addormentata ma poi succede qualcosa e mi risveglio di botto per proseguire altre dieci pagine. Spero che il film sia ben tratto.


Penso che, nella narrativa YA, Hunger Games sia la storia migliore. I temi che di solito mi disturbano, tipo il triangolo amoroso, son trattati in un modo che quasi me li fa ignorare. E poi, cavolo, lo stile ti da soltanto voglia di continuare!! E il peggio è che ieri notte per errore ho letto l'ultima frase e ho pensato: "OH NO!! Adesso devo leggere il terzo!!!"
Peccato che ho finito il budget libri comprando una Storia della Pirateria che sarà la mia prossima lettura insieme alla serie del Corsaro Nero prestatami dalla mia amica Chris, alla quale accennavo l'altro giorno... :'(

Vi piace il nuovo look del blog? Volevo qualcosa di più primaverile, e quindi ho preso la foto sullo sfondo da internet. Penso dia una bella rinfrescatina agli occhi. Vi auguro un buon week-end!

giovedì 6 marzo 2014

Non c'è nulla che ti possa preparare. Semplicemente, entri in autobus e lo vedi. Lui. Quando, quasi otto anni fa, lo hai visto nella sua classe alle medie, aveva i capelli lunghi e gli occhiali, ora li ha corti e probabilmente porta le lenti. Lo riconosci all'istante, perché lo hai incrociato spesso al liceo e poi...beh, qualche mese fa ti era venuto un colpo quando avevi saputo che era il batterista del gruppo del tuo ragazzo. E vorresti almeno salutarlo, ma non osi farlo. Ti siedi dall'altro lato rispetto a lui, lo osservi mentre ascolta musica dall'mp3. E vorresti dirgli: "Ciao, come va, che fai nella vita?" ma proprio non ce la fai. E' una situazione ridicola... E poi, prima della tua fermata, trovi il coraggio e:

"Ciao!"
"Ehi, ciao! Come va? Che combini?"
"Bene, grazie... Ora studio Beni Culturali. E tu, che fai?"
"Bah, io ho deciso di smetterla e di stare per conto mio."
"Ah... solo musica, eh?"
"Già, studio a casa, io!"
Pausa.
"Bene, io ora scendo. Ti saluto F.?"
"Si, grazie! Ciao!"
"Ciao."

Ed è andata. E non so perché, ma scendendo da quell'autobus mi sono sentita come se, d'un tratto, un altro pezzo della mia adolescenza se ne fosse andato via per sempre.

martedì 4 marzo 2014

Temporale notturno

Scosh, scrosh

Ecco lo scroscio della pioggia
Che tutto porta via
I pensieri, le cose fatte
Tutto fa scivolare in un lento sonno.

Ma ecco che...

TU-TUM!

Arriva il temporale
Che tutto divora e trasforma
La sonnacchiosa calma della pioggia
Nel profondo abisso della notte.




lunedì 3 marzo 2014

Sto meglio, si... sto ricominciando a legare con la me stessa di prima. Bastano una non sanissima passione improvvisa per i pirati, un rossetto rosso, Hunger Games-La ragazza di fuoco, e un'uscita al cinema stasera per andare a vedere Monuments Man. E poi, un sabato sera fantastico, durante il quale compri una Storia della Pirateria e come ciliegina sulla torta la tua amica Chris ti presta nove libri di Emilio Salgari sul Corsaro Nero, il figlio del Corsaro Rosso, Jolanda&Co. Una serata in cui passi il tempo a delirare, e alla fine torni a casa con la voce roca da quanto hai riso e parlato. E non importa che qualcuno ti dica: "Non devi leggere, ma solo studiare". Per una volta ti imponi, anche se sai che non serve a niente, ma almeno hai la tua soddisfazione di non aver chinato la testa come al solito.

Sorrido un po' di più, rido a crepapelle, faccio foto sceme...insomma, al momento sto meglio!! XD

lunedì 24 febbraio 2014

Confidentiel

Je voulais simplement te dire                                               
Que ton visage et ton sourire                                               
Resteront près de moi sur mon chemin                                 

Te dire que c'était pour de vrai                                              
Tout ce qu'on s'est dit, tout ce qu'on a fait                     
Que c'était pas pour de faux, que c'était bien.
Faut surtout jamais regretter
Même si çà fait mal, c'est gagné
Tous ces moments, tous ces mêmes matins
Je vais pas te dire que faut pas pleurer
Y'a vraiment pas de quoi s'en priver
Et tout ce qu'on a pas loupé, le valait bien
Peut-être on se retrouvera
Peut-être que peut-être pas
Mais sache qu'ici bas, je suis là
Tu resteras comme une lumière
Qui me tiendra chaud dans mes hivers
Un petit feu de toi qui s'éteint pas.




Volevo semplicemente dirti
Che il tuo viso e il tuo sorriso
Resteranno vicino a me sul mio cammino
Dirti che era per davvero
Tutto quello che ci siamo detti, tutto quello che abbiamo fatto
Che non era falso, che era bello.
Non bisogna soprattutto mai rimpiangere 
Anche se fa male, si ha vinto
Tutti quei momenti, quelle stesse mattine
Non ti dirò: "Non bisogna piangere"
Non c'è proprio nulla per cui non privarsene 
E tutto quello che non abbiamo perso lo valeva davvero
Forse ci ritroveremo
Forse si, forse no
Ma sappi che qui, ci sono io
Resterai come una luce
Che mi terrà caldo nei miei inverni
Un piccolo fuoco di te che non si spegne.

venerdì 21 febbraio 2014

Sono ancora confusa, lo devo ammettere. Però, una o due cose le so. Che, ieri sera, durante quella ora e mezza in cui non eravamo più insieme, c'è stato un momento in cui ho pensato che avevo appena fatto il più grosso errore della mia vita. E che, dal parrucchiere, quando ho visto quella persona che ogni volta che ci vai ti fa gli occhi dolci e ti dice di tornare quando vuoi e ho pensato che chissà, magari ora sareste usciti insieme, per la prima volta ho provato gelosia, io che gelosa non sono mai.
Mi sembra ancora tutto complicato, ma, come dire, c'è uno strano conforto, nel sapere che ancora stiamo insieme. Dobbiamo ricominciare tutto da capo, è vero, ma stavolta in modo serio, diverso. Non so come si faccia, ma stavolta ci voglio provare. E se non va...beh...non lo so. Non so nulla. Soltanto che, se ho pensato quella cosa e ho sentito quella gelosia, credo voglia dire qualcosa.

giovedì 20 febbraio 2014

Ko è stanca. Sta studiando tanto, e l'unica cosa che vorrebbe è riposarsi. Ko non è stanca solo di questo, ma di tante cose. E' stanca di tornare a casa e non sentirsi a casa, di non dire nulla perché tutto sarà criticata. Ko è stanca di sentirsi dare della bambina, e non vede l'ora di andarsene. Ko è triste, perché l'Erasmus non lo farà. Non ce la fa, ha perso la voglia e l'entusiasmo per tutto. Ko ne ha abbastanza che le si impedisca di fare ciò che vuole fare perché si sente morta dentro. Ko ne ha anche abbastanza che la persona con cui sta venga chiamata 'coso' da più di un anno e venga spesso insultata. Ko è preoccupata per una sua amica che su facebook scrive di sperare che ci sia qualcosa dopo la morte perché così suo figlio almeno è in cielo.

Ci sono momenti in cui Ko pensa di scoppiare. Di non farcela più. Con una certa persona non va bene, Ko non sa più cosa prova. Ieri c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e Ko si sente ancora più persa. La certa persona, poi, fa delle cose per punirsi, e allora anche Ko le fa, non sa neanche lei perché, però ora il suo avambraccio sinistro brucia. Ko si sente ridicola in questo momento, con una cuffia rossa in testa a coprirle i capelli scempiati.

KO NON CE LA FA PIU'!

venerdì 7 febbraio 2014

A quelle madri

Questo post lo scrivo per quelle madri che dicono che il corpo delle donne è delle donne, che sono loro che decidono cosa farci. Quello che dicono è giustissimo. E' sbagliato che poi decidano loro quello che le loro figlie possono fare con il proprio corpo, e quindi causano soltanto sofferenza. E' sbagliato quando costringono le loro figlie ad abortire il bambino che avevano deciso di tenere. 
Io sono per l'aborto, e come loro penso che noi donne dobbiamo avere la possibilità di decidere, quando ci troviamo con una gravidanza indesiderata, se avere o no un figlio. Però non penso che la cosa debba andare a senso unico. Non penso che "Oh, no, sono incinta, abortisco." Penso che debba essere una decisione presa in modo libero, e che deve essere rispettata. Anche se la ragazza è minorenne, sua madre deve rispettarla nelle sue decisioni. Non è una bambina di dieci anni, è una donna ormai, e ha deciso di prendersi le sue responsabilità, anche se magari il ragazzo l'ha mollata. Non so come esprimervi la rabbia e la tristezza che sto provando in questo momento. Quello che vi ho scritto sta accadendo in questo momento a una mia amica, e quando ci penso e mi metto al suo posto mi sento come in uno di quegli incubi in cui sai che ti uccideranno ma non puoi fare nulla. Mi sento arrabbiata per tante cose, ultimamente. Tra le quali che qualche mese ho avuto paura di essere incinta (poi per fortuna non lo ero), avevo preso una decisione simile a quella della mia amica, e quando sono stata sicura di non esserlo è l'ho detto a mia madre sono stata insultata in un modo che qua preferisco non dire. Cavolo, sto solo facendo l'amore con il mio ragazzo, mica sto andando con chiunque. Faccio di tutto per non rimanerlo, ma se rimango incinta, quella vita che porto dentro di me voglio decidere io se tenerla oppure no. L'aborto forzato da quelle madri che dicono che il corpo delle donne è delle donne è un controsenso a quello che dicono.