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martedì 21 gennaio 2014
Stop
Stop con le prese in giro. E' da un po' che dura, e basta, sono stanca di queste cose che mi si fanno senza che io ne capisca il motivo. Forse ho sbagliato qualcosa, forse avrei dovuto fare delle proposte. Però, qualunque cosa sia stato, non penso di aver meritato questo trattamento. Quello che mi fa più incavolare è che non ho neanche visto arrivar la cosa. Non capisco. Pensavo di essere capitata su delle persone migliori, ma evidentemente mi sbagliavo. Perciò, basta squadra. Sono stufa. Farò qualcos'altro, qualcosa di più individuale che già conosco perché è praticamente lo sport di famiglia e in cui sarò indipendente, perché i giochi di squadra, ormai, mi hanno proprio stufata. Arrivederci e a mai più.
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giovedì 14 novembre 2013
Noi
Noi corriamo, le nostre ombre si stagliano sull'erba del campo, alla luce dei pali.
Noi giochiamo, ci passiamo la palla e al tempo stesso ridiamo, chiacchieriamo, cantiamo scandalizzando l'under 12 mentre gli passiamo davanti cantando la Marsigliese, io in testa.
Noi facciamo le dure tra di noi, a volte ci facciamo male, ma poi ci chiediamo scusa.
Siamo studentesse, lavoratrici, madri, mogli, fidanzate. Ma quando ci alleniamo tutte insieme siamo un gruppo di amiche che si riuscono per l'amore di uno sport speciale, forse non proprio femminile, perché quando dobbiamo portare una nostra compagna in ospedale perché si è rotta una clavicola ci dicono: "Giocare a scacchi no?", ma poi quando entriamo negli spogliatoi, chiacchieriamo di creme antirughe e del miglior modo per togliersi/farsi togliere/farsi strappare delle calze autoreggenti.
Noi siamo tutto questo, e io vi voglio bene, ragazze. Domenica non giocherò con voi, la mia battaglia per avere le lenti non l'ho ancora vinta, ma al campo sarò con voi e vi incoraggerò ancora a far vede quanto possiamo essere forti e brave. Forza!
Noi giochiamo, ci passiamo la palla e al tempo stesso ridiamo, chiacchieriamo, cantiamo scandalizzando l'under 12 mentre gli passiamo davanti cantando la Marsigliese, io in testa.
Noi facciamo le dure tra di noi, a volte ci facciamo male, ma poi ci chiediamo scusa.
Siamo studentesse, lavoratrici, madri, mogli, fidanzate. Ma quando ci alleniamo tutte insieme siamo un gruppo di amiche che si riuscono per l'amore di uno sport speciale, forse non proprio femminile, perché quando dobbiamo portare una nostra compagna in ospedale perché si è rotta una clavicola ci dicono: "Giocare a scacchi no?", ma poi quando entriamo negli spogliatoi, chiacchieriamo di creme antirughe e del miglior modo per togliersi/farsi togliere/farsi strappare delle calze autoreggenti.
Noi siamo tutto questo, e io vi voglio bene, ragazze. Domenica non giocherò con voi, la mia battaglia per avere le lenti non l'ho ancora vinta, ma al campo sarò con voi e vi incoraggerò ancora a far vede quanto possiamo essere forti e brave. Forza!
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lunedì 4 novembre 2013
Due vittorie, due sconfitte...ma quante emozioni!
Ieri, domenica, è cominciato il campionato regionale di rugby a sette femminile. Partecipava anche la mia squadra. Il rugby a sette è diverso da quello a quindici, si gioca su una metà campo, le partite durano quattordici minuti e le mete valgono un punto invece di cinque. Quando si fanno le partite, tutte le squadre partecipanti si ritrovano in un concentramento e nello stesso giorno giocano l'una contro l'altra. Ieri abbiamo giocato a Cagliari, e abbiamo fatto quattro partite contro Cagliari, Nuoro, Capoterra, e una squadra che si allena ad Alghero e si chiama Bulldog. Abbiamo vinto contro Cagliari (3-0) e Nuoro (2-0), perso contro Capoterra (4-1, ma contate che sono la squadra più forte della Sardegna e quell'unico punto è da considerarsi molto positivo) e le Bulldog (3-2). Per quest'ultima partita però c'è stato un disguido, e cioè il fatto che l'ultima meta delle Bulldog, segnata praticamente a pochi secondi dalla fine, è inesistente, perché la palla è uscita dal campo. Anche l'uomo addetto a controllare che la palla non uscisse ha sollevato la bandierina, ma l'arbitro ha comunque detto che la meta c'era. Ci siamo arrabbiate, perché con le Bulldog dovevamo prenderci una rivincita, ma vabbeh, la prossima volta vinciamo noi. ;)
Io non ho giocato, sto facendo di tutto per trovare una visita oculistica al più presto, ma non è facile. Il sistema sanitario italiano non smetterà mai di sorprendermi. Così, sono stata l'addetta alle foto! E correvo per il campo con il telefono della presidente scattando foto e tifando, gridando ed esultando alle mete della nostra Scheggia (così chiamiamo la giocatrice che ha segnato la maggior parte dei punti).
E' stata una bella giornata, mi sono divertita e mi sono anche resa conto che saremo poche, noi, le rugbiste, ma siamo tutte agguerrite e con una grande passione per lo sport che facciamo. Come squadra abbiamo fatto degli errori, certo, ma ci siamo fatte valere, e abbiamo dimostrato che non siamo più le ''schiappe della Sardegna'' come le nostre avversarie pensavano l'anno scorso.
E poi, c'è stato il terzo tempo, il momento in cui tutte le squadre si riuniscono per pranzare insieme. E' stato divertente, sono colati fiumi di birra (a me non piace, quindi mi sono astenuta XD), canzoni a doppio senso e un tanti auguri a te a una ragazza della mia squadra che compiva gli anni proprio ieri.
Prossima tappa il 17 Novembre qui a Sassari. Forza OrSa!
Io non ho giocato, sto facendo di tutto per trovare una visita oculistica al più presto, ma non è facile. Il sistema sanitario italiano non smetterà mai di sorprendermi. Così, sono stata l'addetta alle foto! E correvo per il campo con il telefono della presidente scattando foto e tifando, gridando ed esultando alle mete della nostra Scheggia (così chiamiamo la giocatrice che ha segnato la maggior parte dei punti).
E' stata una bella giornata, mi sono divertita e mi sono anche resa conto che saremo poche, noi, le rugbiste, ma siamo tutte agguerrite e con una grande passione per lo sport che facciamo. Come squadra abbiamo fatto degli errori, certo, ma ci siamo fatte valere, e abbiamo dimostrato che non siamo più le ''schiappe della Sardegna'' come le nostre avversarie pensavano l'anno scorso.
E poi, c'è stato il terzo tempo, il momento in cui tutte le squadre si riuniscono per pranzare insieme. E' stato divertente, sono colati fiumi di birra (a me non piace, quindi mi sono astenuta XD), canzoni a doppio senso e un tanti auguri a te a una ragazza della mia squadra che compiva gli anni proprio ieri.
Prossima tappa il 17 Novembre qui a Sassari. Forza OrSa!
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venerdì 18 ottobre 2013
Come siamo messi con lo scrivere?
Mmm...bella domanda. Avevo cominciato a scrivere un nuovo libro. Però è da un bel po' che non lo continuo. Stavolta lo voglio assolutamente finire. Mi piace, è un fantasy avventuroso che mescola storie di pirati, re autoritari, figuri misteriosi e isole del tesoro altrettanto misteriose, popolate secondo le credenze popolari da creature dalle quali è meglio non farsi avvicinare. Però...prima il rugby, poi l'università, e il mio proposito di scrivere mille caratteri al giorno e andato a farsi benedire. E ora mi manca scrivere. Però devo preparami per l'esame di storia moderna a dicembre, perché se quello non lo passo a dicembre poi a gennaio e febbraio son dolori. Il poco di pausa che mi concederò in questi mesi sarà la festa di Halloween, il campionato e un week end romantico al mare durante le vacanze di Natale. Per il resto non ho molto tempo. Però la mia testa continua a creare il mio modo fantastico. Voglio richiamarmi a Neil Gaiman e C.S. Lewis, soprattutto al Viaggio del Veliero, che è il mio libro preferito delle Cronache di Narnia. Voglio far pensare alla leggenda dell'Olandese Volante e alla Ballata del Vecchio Marinaio. Le musiche che più m'ispirano sono quelle dell'album Reckoning Night dei Sonata Arctica e quelle degli Era.
Devo ammettere che le storie di pirati e misteriose navi mi hanno impressionato fin da piccola. Mi ricordo di aver letto, sul libro di italiano delle medie, una storia in cui ad un certo punto il protagonista si trovava su un nave dove non c'era nessuno. Poi, vedeva una persona al timone. Le faceva una domanda, ma non ottenendo la risposta la scrollava e si rendeva allora conto che quella persona in realtà era uno scheletro. Che brividi!!! Vorrei questa storia, quando finirò di scriverla, mescoli tutti questi ingredienti in modo piacevole. Lo vorrei proprio. Speriamo di riuscirci...anche se mi sa che ci vorrà del tempo. Ma non scoraggiamoci. Licia Troisi ha scritto l'intera trilogia delle Cronache del Mondo Emerso mentre si laureava, no?
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giovedì 3 ottobre 2013
"...ogni epoca ha i suoi fossili guida. Un fossile guida della nostra epoca potrebbe essere Napolitano, che poi è anche un fossile vero e proprio..."
Il titolo è una citazione del mio professore di storia medievale. E' un genio, lo seguo benissimo e poi, da quando ha cominciato a spiegare seriamente è stato ancora meglio.
Alla fine le prime lezioni che ho avuto sono state soprattutto delle presentazioni del corso che seguiremo. A seguire quella di storia medievale siamo un'ottantina, e abbiamo cambiato aula perché non c'erano abbastanza posti. A seguire storia moderna invece siamo più centocinquanta, perché è un corso seguito da quattro diversi corsi di laurea, infatti la lezione è fatta in aula magna. Come sono le lezioni universitarie? Più coinvolgenti di quelle del liceo. Il professore non spiega e basta ma ti interpella direttamente, e puoi anche discuterci. Sono entusiasta! Ho già cominciato a imparare cose nuove e ne sono proprio contenta. E poi, mi sento così libera...per dire, oggi avevo due ore di storia contemporanea, in cui siamo solo trentadue studenti, e dato che era la prima lezione la prof. ha chiacchierato con noi tre quarti d'ora, poi ha detto che cominciava a spiegare dalla settimana prossima e siamo usciti dall'aula. Potevamo fare qualunque cosa, anche tornare a casa, se si abita abbastanza vicino. Io un'ora dopo avevo storia medievale, e così ne ho approfittato per andare in biblioteca a studiare. Cose così al liceo non potrebbero mai succedere, mi ricordo che quando avevamo un'ora buca dovevamo rimanere in classe e se per caso il supplente ti trovava a ripassare erano dolori. Insomma, al momento mi trovo molto, ma molto bene.
Ieri mi sono fatta un po' male alla caviglia mentre mi allenavo, ieri sera era un po' gonfia e anche stamattina faceva male, ma ora va meglio. Non è nulla di grave. :)
Bene, ora vi saluto...a presto! :D
Alla fine le prime lezioni che ho avuto sono state soprattutto delle presentazioni del corso che seguiremo. A seguire quella di storia medievale siamo un'ottantina, e abbiamo cambiato aula perché non c'erano abbastanza posti. A seguire storia moderna invece siamo più centocinquanta, perché è un corso seguito da quattro diversi corsi di laurea, infatti la lezione è fatta in aula magna. Come sono le lezioni universitarie? Più coinvolgenti di quelle del liceo. Il professore non spiega e basta ma ti interpella direttamente, e puoi anche discuterci. Sono entusiasta! Ho già cominciato a imparare cose nuove e ne sono proprio contenta. E poi, mi sento così libera...per dire, oggi avevo due ore di storia contemporanea, in cui siamo solo trentadue studenti, e dato che era la prima lezione la prof. ha chiacchierato con noi tre quarti d'ora, poi ha detto che cominciava a spiegare dalla settimana prossima e siamo usciti dall'aula. Potevamo fare qualunque cosa, anche tornare a casa, se si abita abbastanza vicino. Io un'ora dopo avevo storia medievale, e così ne ho approfittato per andare in biblioteca a studiare. Cose così al liceo non potrebbero mai succedere, mi ricordo che quando avevamo un'ora buca dovevamo rimanere in classe e se per caso il supplente ti trovava a ripassare erano dolori. Insomma, al momento mi trovo molto, ma molto bene.
Ieri mi sono fatta un po' male alla caviglia mentre mi allenavo, ieri sera era un po' gonfia e anche stamattina faceva male, ma ora va meglio. Non è nulla di grave. :)
Bene, ora vi saluto...a presto! :D
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venerdì 27 settembre 2013
Un fine pomeriggio sull'autobus che mi sta portando all'allenamento. Tre vecchiette che parlano, e con la loro voce gracchiante e forte mi impediscono di concentrarmi sul libro che sto leggendo, L'inverno del mondo di Ken Follett. Parlano, e io non riesco a non ascoltare la loro conversazione, con un misto di disgusto e rabbia che mi fa venir voglia di chiamarle "vecchie streghe". Dicono che sono tutte e tre vedove, e stanno così bene, da sole. Meglio soli che in compagnia, dicono loro. I mariti non ci sono più a rompere, i figli sono abbastanza grandi da vivere per conto loro e le lasciano in pace, ma quanto si sta bene da soli. Sparlano di una loro amica che invece ha ancora il marito e la compiangono. I giovani? I giovani si mettono insieme solo per i soldi e per fare le corna. Eh, la società si sta degradando. Io rimango ad ascoltare e penso. Penso ai miei che stanno insieme da più di quarant'anni e non si lamentano di stare in compagnia, anzi, la mamma in questo è più dimostrativa, lascia papà solo quando è costretta perché uno di noi cinque si è fatto male e ha bisogno di aiuto o roba del genere, infatti tra fratelli ci scherziamo un po'. Papà lo è di meno, ma quando si lascia andare dice che di donne come la mamma ce ne sono poche. Non riesco a immaginarli separati. Credo che la rabbia mi sia venuta quando ho sentito quella cosa sui giovani. Penso a me stessa, e vedo quanto quelle cose siano false. Soldi? Entrambi non nuotiamo nell'oro, e abbiamo passioni che ci porteranno a fare lavori notoriamente da precari, questo se rimaniamo in italia, cosa che molto probabilmente non succederà. Quanto alle corna, abbiamo un'idea della fedeltà che rasenta la mania. Sono rimasta scioccata e agghiacciata da questa conversazione, imbarazzata per quelle vecchie. Mi sono chiesta perché abbiano scelto la vita coniugale e i figli se non li sopportano tanto. Mi sono chiesta se io vedo tutto rosa e fiori perché sono giovane. Poi, però, ho pensato ai miei e ho pensato che forse non hanno avuto la fortuna di vivere con qualcuno che gli volesse veramente bene. Io credo di averla. E' una di quelle cose di cui sono sicura al cento per cento, e non so neanche perché ma lo sento. Alla faccia di chi ama essere da solo, io sento che senza la persona che mi vuole bene per quello che sono la vita sarebbe molto meno bella...
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sabato 21 settembre 2013
E il colpo di genio del giorno è...
...cadere in piena strada, presumibilmente prima inciampando nelle tue stesse gambe e poi trovando il vuoto del bordo del marciapiede, per infine ritrovarti urlando per la sorpresa a terra con la mano sinistra che brucia e il ginocchio sinistro che ti fa un male cane. Tutti i passanti ti fissano a occhi spalancati e l'unica persona che si muove è un signore anziano che ti raccoglie con il cucchiaino e ti chiede se va tutto bene. Al che tu dici: "Si, si! Va tutto bene", ringrazi e te ne vai. Un'ora dopo, ai giardini, ti alzi la gamba dei jeans e vedi che il tuo ginocchio, che ti fa sempre più male, è sbucciato e gonfio. Per il momento non è molto cambiato, sta solo assumendo una colorazione vagamente bluastra e fa malissimo. Spero solo che non sia nulla di grave, ma non penso, zoppico solo un po'.
Che dire...sono geniale! Non mi faccio male giocando a rugby ma me ne faccio da sola andando in libreria per comprare un libro che poi scopro non possono vendermi perché si trova ancora nelle scatole appena arrivate!
Che dire...sono geniale! Non mi faccio male giocando a rugby ma me ne faccio da sola andando in libreria per comprare un libro che poi scopro non possono vendermi perché si trova ancora nelle scatole appena arrivate!
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mercoledì 18 settembre 2013
Com'è andata?
Semplicemente, è stato massacrante, ma mi ha fatto bene. In sintesi: cinque giri di corsa intorno al campo, dieci flessioni, due tipi di esercizi di passaggio della palla, due tipi di esercizi di tecniche di placcaggio, tre sessioni di straching (ok, quest'ultima parola l'ho scritta in modo terribile). Il tutto per un'ora e mezzo. Da ieri ho l'acido lattico a go go, ma sapete una cosa? Ne sono felice. Non facevo così tanto movimento da tempo, e ne sentivo la mancanza. Che poi, detto da me, la sedentarizzazione in persona, è una cosa strana. Però se uno sport mi piace, lo pratico con molta soddisfazione. Le ragazze della squadra sono simpatiche, non le ho ancora conosciute tutte e io sono un po' timida, ma sono sicura che dai prossimi allenamenti starò meglio. E il bello è che ho conosciuto un'altra ragazza che frequenta Beni Culturali, anche lei fa la specialistica però a differenza del ragazzo di cui vi ho parlato qualche post fa, che tra l'altro ho scoperto essere il nostro allenatore in persona, è, come me, una medievalista!! E quindi mi ha anche detto che da poco hanno aperto una campagna di scavi aperti a tutti qui vicino a Sassari...se posso penso di partecipare per due settime, ma dopo questo lunedì, perché ho il test di valutazione delle conoscenze all'università. Comunque, vi farò sapere.
Sono sempre più sorpresa del modo in cui la mia vita stia evolvendo. Mi si stanno mettendo davanti parecchie opportunità, e tutto va avanti così velocemente!! E' incredibile.
Per il resto, ieri ho visto un documentario su Freddie Mercury. Che grand'uomo...mi piace tantissimo la copertina dell'album Made in Heaven.
Il risultato è che ora sto ascoltando i Queen a palla. Li conosco da un po' di anni, ma era da tanto che non li ascoltavo così spesso. Le mie preferite sono queste:
In generale mi piace tutta la colonna sonora di Highlander. Però anche questa versione di David Garrett non è male:
Poi, dei Queen mi piacciono:
Ed ecco qui...stasera ho un altro allenamento...non vedo l'ora, anche se l'allenatore ha detto che ci massacrerà ancora di più. Dai, è solo l'inizio. La settimana prossima magari mi sarò abituata. A presto!!
Sono sempre più sorpresa del modo in cui la mia vita stia evolvendo. Mi si stanno mettendo davanti parecchie opportunità, e tutto va avanti così velocemente!! E' incredibile.
Per il resto, ieri ho visto un documentario su Freddie Mercury. Che grand'uomo...mi piace tantissimo la copertina dell'album Made in Heaven.
Il risultato è che ora sto ascoltando i Queen a palla. Li conosco da un po' di anni, ma era da tanto che non li ascoltavo così spesso. Le mie preferite sono queste:
In generale mi piace tutta la colonna sonora di Highlander. Però anche questa versione di David Garrett non è male:
Poi, dei Queen mi piacciono:
Ed ecco qui...stasera ho un altro allenamento...non vedo l'ora, anche se l'allenatore ha detto che ci massacrerà ancora di più. Dai, è solo l'inizio. La settimana prossima magari mi sarò abituata. A presto!!
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| Questo qui è Johnny Wilkinson, il mio giocatore preferito... |
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lunedì 16 settembre 2013
Rock'n'roll suicide
Vi posto questa canzone perché altrimenti oggi il post sarebbe così: RUGBY, RUGBY, RUGBY!! Con tanto di video di Sebastien Chabal che risponde male ai giornalisti che gli chiedono di parlare in inglese ("We are in France, we speak in french...OK?") e l'alieno Johnny Wilkinson che fa drop come se niente fosse. Quindi, è molto meglio David Bowie, non vi voglio ossessionare. A presto!! :D
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domenica 15 settembre 2013
Un nuovo inizio
Stasera, mi accorgo che l'estate è proprio finita. A parte il fatto che fa freddo e che oggi mi sono vestita praticamente in modo invernale, domani per molti qui a Sassari comincia la scuola. E io, quest'anno, sono fuori da questo, anzi, ho una lunga pausa fino a metà ottobre. Però, dopotutto, anche se sono sempre in vacanze, lo sento che le cose cambieranno, domani. Sarà perché per lui la scuola ricomincia. E allora ti rendi conto di tante cose. Ti rendi conto che non ci sarà più l'attesa che lui spunti in fondo al corridoio. E' un gran ritardatario, e la cosa in effetti mi fa sempre sorridere. Non ci saranno più le ricreazioni insieme (questo pomeriggio "Oddio, e io adesso cosa faccio alla ricreazione??"). E, dato che lui la mattina sarà a scuola, non ci saranno più quelle lunghe e belle giornate passate insieme dalla mattina alla sera, e di tanto in tanto anche la notte, in un lettino da una piazza, stretti come in una scatole di sardine. L'ultima di queste giornate è stata ieri. Era il suo compleanno, e abbiamo passato la notte alla sua casa al mare. Io, lui, e le due grandi M. Una notte indimenticabile. Prima la sfilata per le strade del paese travestiti con palloncini, festoni, costumi da personaggi di manga, occhiali da sole, turbanti e parrucche, a spaventare le persone che ci passavano accanto in macchina che ci guardavano scioccate e acceleravano, poi sdraiati sulla spiaggia a delirare e infine a casa a bere un bicchierino (giuro) di whisky che a me ha dato subito alla testa dimostrando per l'ennesima volta che non reggo per niente l'alcol. Spero che nessuno vedrà mai il video in cui biascico cose senza senso parlando con i libri sullo scaffale della cameretta. E' stata una giornata bella, indimenticabile. E spero di viverne altre. Però, dopotutto, anche per me domani c'è un nuovo inizio. Ve ne ho già parlato ieri, inizio di nuovo il rugby. Mi sembra di aver finito di scrivere un libro e di cominciarne un altro. Quest'estate è stata una novella, una novella iniziata con un pianto liberatorio e finita con il terzo braccialetto della fortuna al polso e un abbraccio. Ora comincio un nuovo libro, la pagina è ancora bianca, ma tra poco ci sarà una prima parola. Spero che queste nuove parole e questi nuovi capitoli siano belli, con la loro dose di difficoltà, certo, perché nulla si conquista così, senza far niente, ma spero comunque che non sia troppo dura, per me e per tutti gli altri personaggi di questo nuovo libro. Alcuni li conosco, li amo, li voglio accanto a me per tutta la durata dell'azione, e anche di più. Altri, invece verranno poco a poco in questo nuovo libro. E non vedo l'ora di conoscerli. A presto, cari follower.
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sabato 14 settembre 2013
Un altro sogno si realizza
Ciao a tutti. Scusate la nuova assenza, spero di finirla tra poco. Il blog mi mancava...
Oggi voglio dirvi che, da lunedì, ricomincerò a giocare a rugby. Finalmente è stata creata anche a Sassari una squadra femminile ufficiale. E' da cinque anni che aspetto questo momento.
Quando avevo quindici anni avevo cominciato a giocare con la squadra maschile junior. Eravamo pochi, sette o nove al massimo, e io ero l'unica ragazza. I ragazzi che giocavano erano più piccoli di me, dai nove ai quattordici anni, ma nonostante questo io ero tra le corporature più esili. Non m'importava gran che. Anzi, quello mi spronava a utilizzare tutte le mie energie per farmi valere. Tanto che, alla fine, mi avevano soprannominata 'carro armato'. Mai mi sono divertita come in quel periodo. Mi ricorderò sempre delle poche partite che ho fatto. Una l'avevamo anche vinta. Poi, però ho dovuto mollare, perché a sedici anni ero troppo grande per giocare con i junior. Mi è dispiaciuto tantissimo, e per tutti questi anni mi sono limitata a seguire il campionato francese, i tornei delle sei nazioni e l'ultima coppa del mondo. Quando sono andata in Inghilterra ho scoperto un campo di rugby vicino a casa mia e una volta a settimana andavo a vedere i ragazzi che si allenavano, con un po' d'invidia. Una volta mi è pure capitato di restituirgli il pallone che era uscito fuori campo...potete immaginare la mia emozione prendendo per la prima e unica volta tra le mani un pallone di marca Gilbert, quella ufficiale utilizzata in tutte le competizioni tranne in Italia, dove si ha una propria marca. Ogni volta che mi veniva la nostalgia pensavo: "Un giorno vivrò in un posto in cui ci sarà una squadra femminile, e allora ricomincerò ad allenarmi.
Una settimana fa, girando per il centro di Sassari con il mio ragazzo, ho visto un volantino in cui era scritto che non solo ora c'è anche una squadra femminile accanto a quella degli uomini, ma che parteciperà pure al campionato regionale. Primo salto di gioia. E ieri sono andata a vedere il nuovo campo da rugby. Per farvi capire, cinque anni fa chi giocava a rugby a Sassari lo faceva su un campetto di terra battuta pieno di sassi con due pali fatti in modo approssimativo. Quindi immaginate il sospiro di sollievo delle mie ginocchia quando hanno visto l'erba bella spessa...
Per il momento non conosco bene nessuna delle ragazze, ma da lunedì credo che andrà meglio. Però, ho ritrovato un ragazzo che mi allenava prima. "Hey, ciao! Sei ritornata!" mi ha detto ieri. E il bello è che ho scoperto che lui è nel mio stesso corso all'università, solo che ha appena iniziato la specialistica. Che dire, non vedo l'ora. Sono emozionata, eccitata come una pulce. Ultimamente tutto sta andando alla grande, per me e per le persone che mi sono vicine, e questo è qualcosa che mi scalda il cuore.
A presto, vi aggiornerò ancora sul rugby! :D
Oggi voglio dirvi che, da lunedì, ricomincerò a giocare a rugby. Finalmente è stata creata anche a Sassari una squadra femminile ufficiale. E' da cinque anni che aspetto questo momento.
Quando avevo quindici anni avevo cominciato a giocare con la squadra maschile junior. Eravamo pochi, sette o nove al massimo, e io ero l'unica ragazza. I ragazzi che giocavano erano più piccoli di me, dai nove ai quattordici anni, ma nonostante questo io ero tra le corporature più esili. Non m'importava gran che. Anzi, quello mi spronava a utilizzare tutte le mie energie per farmi valere. Tanto che, alla fine, mi avevano soprannominata 'carro armato'. Mai mi sono divertita come in quel periodo. Mi ricorderò sempre delle poche partite che ho fatto. Una l'avevamo anche vinta. Poi, però ho dovuto mollare, perché a sedici anni ero troppo grande per giocare con i junior. Mi è dispiaciuto tantissimo, e per tutti questi anni mi sono limitata a seguire il campionato francese, i tornei delle sei nazioni e l'ultima coppa del mondo. Quando sono andata in Inghilterra ho scoperto un campo di rugby vicino a casa mia e una volta a settimana andavo a vedere i ragazzi che si allenavano, con un po' d'invidia. Una volta mi è pure capitato di restituirgli il pallone che era uscito fuori campo...potete immaginare la mia emozione prendendo per la prima e unica volta tra le mani un pallone di marca Gilbert, quella ufficiale utilizzata in tutte le competizioni tranne in Italia, dove si ha una propria marca. Ogni volta che mi veniva la nostalgia pensavo: "Un giorno vivrò in un posto in cui ci sarà una squadra femminile, e allora ricomincerò ad allenarmi.
Una settimana fa, girando per il centro di Sassari con il mio ragazzo, ho visto un volantino in cui era scritto che non solo ora c'è anche una squadra femminile accanto a quella degli uomini, ma che parteciperà pure al campionato regionale. Primo salto di gioia. E ieri sono andata a vedere il nuovo campo da rugby. Per farvi capire, cinque anni fa chi giocava a rugby a Sassari lo faceva su un campetto di terra battuta pieno di sassi con due pali fatti in modo approssimativo. Quindi immaginate il sospiro di sollievo delle mie ginocchia quando hanno visto l'erba bella spessa...
Per il momento non conosco bene nessuna delle ragazze, ma da lunedì credo che andrà meglio. Però, ho ritrovato un ragazzo che mi allenava prima. "Hey, ciao! Sei ritornata!" mi ha detto ieri. E il bello è che ho scoperto che lui è nel mio stesso corso all'università, solo che ha appena iniziato la specialistica. Che dire, non vedo l'ora. Sono emozionata, eccitata come una pulce. Ultimamente tutto sta andando alla grande, per me e per le persone che mi sono vicine, e questo è qualcosa che mi scalda il cuore.
A presto, vi aggiornerò ancora sul rugby! :D
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