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lunedì 10 marzo 2014

Heath

Questo sabato, ho visto un documentario sulla vita di Heath Ledger.


Me la ricorderò sempre, quella mattina del 22 gennaio 2008. In quei mesi, dopo aver visto con lui Le quattro piume, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e Io non sono qui, e in attesa di Il Cavaliere Oscuro e Parnassus, pensavo: "Heath Ledger? Se continua così soppianterà Johnny Depp e diventerà il mio attore preferito". Ed ecco che, quella mattina, mentre sono ancora tra la veglia e il sonno, la prima cosa che sento e che mi rende immediatamente cosciente è, alla radio dei miei, un giornalista che dice: "...questa mattina la morte di Heath Ledger..." Mi alzo con un "Cooosa???? Ma se ha 28 anni????"

Ebbene si, Heath Ledger era morto per un cocktail di medicinali dosati male. Lasciava una figlia di due anni. All'epoca la notizia fece parlare parecchio, un po' come la morte di Philip Seymour Hoffman in queste ultime settimane. Mi ricordo con disgusto dei paparazzi che fotografavano mentre si portava via il corpo dalla casa in cui era stato trovato e facevano ipotesi su ipotesi. Per questo, in questo post voglio parlare soltanto del modo in cui vedo l'artista Heath Ledger. Le speculazioni voyeuristiche di certe persone mi irritano molto.

Secondo me, Heath Ledger era un attore geniale e completo. Aveva cominciato da poco una carriera di produttore e regista, dirigendo alcuni clip musicali per cantanti come Ben Harper, ispirandosi alla video art.


Bastava vederlo apparire per pochi secondi sullo schermo e pensavi: "Questo è un grande attore". Vedendo sequenze dei suoi film, questo sabato, non facevo altro che pensare a cosa sarebbe potuto diventare. La sua bravura, il suo sguardo, il suo viso, erano ipnotici. Era sempre alla ricerca dei ruoli più difficili, fin dall'inizio. E ci si immedesimava completamente. I genitori hanno conservato tutto di lui, dalle foto che rielaborava, ai copioni ai costumi, ai diari che scriveva per immedesimarsi al meglio. Tutto. Anche l'Oscar postumo per il suo Joker nel Cavaliere Oscuro. E vedere quel padre di famiglia mi ha fatto sentire molto triste.
In particolare, c'è una clip, in cui prova i costumi di scena di Parnassus, che secondo me fa vedere quanto potesse essere bravo. 

                                             

Ecco...voglio concludere così. Non ho ancora visto tutti i suoi film, uno in particolare a casa mia è off limits, ma un giorno ce la farò... Se c'è una cosa che può permettere solo il cinema, è quella di darti almeno l'illusione che i tuoi attori preferiti ci siano ancora. Un'amara illusione. 














 

lunedì 28 ottobre 2013

Oggi vi posto soltanto un'immagine. L'ho trovata su internet è l'ho trovata molto bella...


A presto.

mercoledì 3 luglio 2013

La Mort des Amants

Nous aurons des lits pleins d'odeurs légères,
Des divans profonds comme des tombeaux,
Et d'étranges fleurs sur des étagères,
Ecloses pour nous sous des cieux plus beaux.

Usant à l'envi leurs chaleurs dernières,
Nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
Qui réfléchirons leurs doubles lumières
Dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.

Un soir fait de rose et de bleu mystique,
Nous échangerons un èclair unique,
Comme un long sanglot, tout chargé d'adieux;

Et plus tard un Ange, entr'ouvant les portes,
Viendra ranimer, fidèle et joyeux,
Les miroirs ternis et les flammes mortes.
 
Avremo dei letti pieni di odori leggeri,
Dei divani profondi come delle tombe,
E degli strani fiori sugli scaffali,
Schiusi per noi sotto dei cieli migliori.

Usando fino alla fine il loro ultimo calore,
I nostri due cuori saranno due vasti fuochi,
Che specchieranno la loro doppia luce
Nei nostri due spiriti, questi specchi gemelli.

Una sera fata di rosa e di blu mistico,
Scambieremo un lampo unico,
Come un lungo singulto, tutto carico d'addii;

E più tardi un Angelo, socchiudendo le porte,
Verrà rianimare, fedele e gioioso,
Gli specchi opachi e le fiamme morte.

Charles Baudelaire

mercoledì 16 gennaio 2013

Il bacio è il solo modo di tacere dicendosi tutto.
                                                                 
                                                                    Honoré de Balzac


mercoledì 9 gennaio 2013

Le tendre et dangereux 
visage de l'amour
m'est apparu un soir
après un trop long jour
C'était peut-etre un archer
avec son arc
ou bien un musicien
avec sa harpe
Je ne sais plus 
Je ne sais rien
Tout ce que je sais
c'est qu'il m'a blessée
peut-etre avec une flèche
peut-etre avec une chanson
Tout ce que je sais 
c'est qu'il m'a blessée
blessée au coeur
et pour toujours
Brulante trop brulante
blessure d'amour

Il tenero e pericoloso 
viso dell'amore
mi è apparso una sera
dopo un giorno troppo lungo
Era forse un arciere
con il suo arco
oppure un musicista
con la sua arpa
Io non so più
Io non so nulla
Tutto ciò che so
è che mi ha ferito
forse con una freccia
forse con una canzone
Tutto ciò che so
è che mi ha ferito
ferito al cuore
e per sempre
Bruciante troppo bruciante
ferita d'amore

Jacques Prevert






sabato 1 dicembre 2012

Di tutto un po'

Sono viva!!! Scusatemi per la lunga assenza, ma non ho proprio avuto l'occasione di andare su internet da lunedì scorso. Breaking Dawn mi è piaciuto, è molto ben tratto dal libro e alla fine abbiamo pure avuto una bellissima sorpresa!!! Ho potuto assistere a cinque minuti di isteria di massa nel cinema...e non ne ero esclusa! XD
E poi, che dire...a partire da mercoledì scorso, la mia scuola si è messa in autogestione. All'inizio tutto andava molto bene: gruppi di discussione, per organizzare la manifestazione...io sono andata nel gruppo di cinema. Peccato che il televisore non andava. Così ho passato tre ore a non fare nulla. Ora, siccome mi stava venendo il malumore a non fare un bel niente, alla ricreazione mi sono infilata in biblioteca, ho preso in prestito Frankenstein, e ho passato tre ore a chiacchierare con la bibliotecaria di fede. Una conversazione davvero interessante, soprattutto per i nostri diversi punti di vista (lei credente, io atea).
Tutti gli altri giorni della settimana sono rimasta a casa a studiare e leggere.

Pila di evidenziatori










Libro di latino da studiare











Max mi aiuta a studiare matematica










Unico relax...i libri!!!











Lunedì, è cominciato di nuovo tutto in modo normale, ma martedì...di notte, alcuni miei compagni hanno occupato la scuola!!!! Ora, sto sembrando una senza idee. No, io le mie idee ce le ho. Sono completamente d'accordo con i miei compagni, lo Stato sta malmenando la scuola pubblica (e non solo quella) in modo vergognoso da anni. Ma non sono d'accordo con l'occupazione delle scuole. Allo Stato cosa gliene importa? Non gli fa nulla che le scuole siano occupate. Secondo me siamo in una situazione in cui dobbiamo agire, certo, ma con dei metodi che facciano molto più casino. E cioè scioperi e manifestazioni ad oltranza. Non un giorno al mese, sempre. E se veramente vogliamo occupare qualcosa, che sia un Provveditorato o una sede staccata del Ministero dell'Istruzione.
Comunque, mercoledì, dopo aver capito qual'era la situazione, ho passato tutta la mattina a casa di A chiacchierando e guardando qualche episodio di Dexter. Davvero carino!!!
Giovedì, invece, siamo stati in gita a Cagliari. Abbiamo visto il planetario (bellissimo!!!!) e un museo d'arte contemporanea. L'arte contemporanea non mi piace particolarmente, ma qualche cosa non era davvero male.


Questo quadro ha un significato fascista:
le donne devono stare al loro posto...
Scusate per la pessima qualità dell'immagine.

Ieri, sono rimasta di nuovo a casa a studiare...e oggi sono da mia nonna. L'occupazione dovrebbe finire lunedì. Finalmente.
Oggi, nulla di speciale. Sto da mia nonna e poi esco.
Secondo i miei calcoli, lunedì dovrei finire Frankenstein. Mi sta un po' deludendo. Ho visto il film che ne ha tratto Kenneth Branagh, e immaginavo un libro horror e cinematografico, invece è molto più riflessivo e descrittivo...romantico, dopotutto, mi sembra di leggere le cose che ci spiegano i professori in classe, visto che stiamo facendo il romanticismo in inglese, italiano, filosofia e francese. E' strano pensare che l'anno scorso adoravo questi concetti tristi, il sublime, l'uomo infelice perché sente una tensione verso l'infinito ma lui è finito, il suicidio...e quest'anno invece penso che fossero tutti dei depressi che non apprezzavano la vita come si dovrebbe.
E con questo, vi lascio. Purtroppo non so proprio quando potrò tornare di nuovo su blogger. Mia nonna deve fare dei lavori in casa e non so se il computer sarà disponibile. Fino ad allora...baci baci!!! :)

venerdì 16 novembre 2012

Lei non c'era più. In quella piccola e spoglia stanzetta con i muri bianchi, che per tutti quei lunghi anni li aveva visti pranzare e cenare insieme, quella consapevolezza gli piombò crudelmente addosso. Il mondo si tinse di blu, un blu notte profondo, e un vuoto si creò in lui.
Si ricordava di quella passeggiata nel bosco, tanti anni prima, di come tenendola per mano si era sentito come se avessero potuto volare, spiccare un balzo e volare nel cielo, volare tra le nuvole finché non fosse scesa la notte stellata, e poi tornare in volo in quella casa, da quella finestra che ora guardava e che a quel tempo dava su un piccolo bistrot che aveva chiuso durante la guerra. 
Lei non c'era più. Non l'avrebbe mai più vista seduta alla sua sedia, mentre guardava la strada, fumando una sigaretta. Era un'abitudine che non aveva mai perso, anche nella vecchiaia. Non avrebbe mai più passato la serata seduto davanti a lei, a chiacchierare, ricordando la loro giovinezza, le loro gioie e quei momenti di piccole tenerezze che consistevano nel comprarle un mazzo di fiori per l'anniversario del loro matrimonio e nel dipingerla ogni volta che doveva disegnare un soggetto femminile.
Ora lei non c'era più, era diventata anche lei un ricordo, il dolce ricordo di una vita passata in compagnia dell'anima più bella che gli fosse stato concesso di conoscere, perché quando si ama veramente qualcuno tutto il resto impallidisce e svanisce.
Desiderò che venisse a prenderlo. Giovane e vestita di bianco come nel giorno del loro matrimonio, con i capelli neri sciolti sulle spalle e leggermente coperti da un velo, con il suo bouquet in una mano. Un'allegra melodia hiddish, quella che il violinista vestito con l'abito verde aveva suonato quel giorno, avrebbe aleggiato nell'aria. Lei gli avrebbe teso la mano, lui l'avrebbe presa. Sarebbero volati entrambi, come aveva desiderato quel giorno, tanti anni prima nel bosco, e lei abbracciandolo lo avrebbe portato sempre più in alto, nella notte blu e stellata.     

sabato 20 ottobre 2012


Mmm...oggi non so proprio cosa scrivere. Quindi vi posto solo questa immagine. Sarà che abbiamo appena fatto Hayez in storia dell'arte, sarà che una settimana fa ho visto Romeo e Giulietta all'opera...oppure che questo quadro è uno dei miei preferiti.

La settimana prossima temo proprio che non ci sarò fino a sabato. Martedì forse esco alle 11:30, ma con A, Chris ed E stiamo pensando di andare a mangiare il kebab, giovedì inizio un laboratorio di cinema con la scuola, ma la proiezione è alle 15 e io finisco alle 14:15, e venerdì c'è un megasciopero con manifestazione. Ci hanno cambiato l'orario e l'ora di religione adesso è di sabato. Quindi...niente. Mi mancherete parecchio!!! Baci!

lunedì 8 ottobre 2012

La gente parla sempre di libertà, libertà di vivere in un certo modo, senza essere comandati a bacchetta. Naturalmente più vivi in un certo modo meno ti sembra libertà.
Io?
Beh, posso cambiare nel corso della giornata. Mi sveglio e sono una persona, e quando vado a dormire so per certo di essere un altro. Non so chi sono la maggior parte delle volte. E' come avere ieri, oggi e domani, tutti nella stessa stanza. Non si può dire quello che accadrà.

Da Io non sono qui di Todd Haynes, 2007

lunedì 10 settembre 2012

Da bambino non potevo correre
né giocare.
Da grande, potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere-
perché la scarlattina
mi aveva fatto ammalare di cuore.
Eppure giaccio qui
consolato da un segreto che conosce solo Mary:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe, e di dolci vigne,
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary-
mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,
l'anima all'improvviso
mi abbandonò volandosene via.

Francis Turner, dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

martedì 31 luglio 2012

Post informativo

Ciao a tutti, cari follower!!!
Dunque, siccome domani sono a Parigi (finalmente arriva la fantastica giornata!! :D), vi posto oggi l'episodio numero 3 di 20 Whisper street. Domani metto la sveglia alle 4:15, il mio treno è alle 5:53...il treno di ritorno invece arriva qui verso le undici di sera...quindi domani non saro' proprio presente! :D
Sto tentando si mettere da parte il malumore. Non è tanto per l'ambiente che c'è qui, è piuttosto perchè ho una paura profonda: sentirmi male a Parigi. Ok, ho preso le mie medicine, ma ho sempre paura di avere un calo di pressione, soprattutto in questo periodo in cui sono più a rischio. E questo mi fa proprio essere di umore pessimo...ma non devo pensarci. Staro' benissimo. Domani prendero' finamente il TGV, quel treno che mi affascina da quando avevo otto anni e lo vidi in tv, vedro' la Tour Eiffel, La Gioconda e i champs élisées. Staro' bene. :)
Per le foto, potete aspettare finchè torno in Italia, verso il 7 o l'8 agosto? Grazie!!
Ora vi lascio agli strani eventi avvenuti a Ghostly Village, pazientate solo per una mezzoretta...

sabato 7 luglio 2012

I tesori perduti di Timbuctù

Timbuctù è una città del Mali. Ha una storia quasi leggendaria, dato che era una delle città musulmane più ricche. Nel 1800 in Europa non si era ancora sicuri che esistesse veramente. Tra il 1300 e il 1500 fu un importantissimo centro culturale islamico, pieno di biblioteche che custodivano manoscritti di autori come Avicenna. I grandi pensatori dell'Islam vi insegnavano la loro dottrina. E gli imperi a cui Timbuctù apparteneva attraverso i secoli, da quello del Ghana a quello Songhai, prosperavano.
I più grandi maestri islamici che risiedevano a Timbuctù furono seppelliti in sedici mausolei, dall'architettura molto particolare, che sono stati dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'umanità del Mali.


Da mesi il Mali conosce una situazione instabile: prima un colpo di stato militare, poi una ribellione dei Tuareg, e infine un'invasione della cellula di Al-Qaida Ansar Dine. Che, nei villaggi e nelle città occupate, tra cui Timbuctù, ha vietato musica, sigarette, alcol, e ha applicato la Sharia, la legge islamica, costringendo le donne a mettersi la bourqa. E qualche giorno fa, quando l'Unesco ha dichiarato Timbuctù un patrimonio a rischio, gli uomini di Ansar Dine hanno distrutto tre mausolei, dicendo che non rispettavano la legge islamica, secondo la quale una tomba non deve essere alta ma praticamente raso terra, per non competere con Dio. Inoltre i mausolei erano idolatria, perché secondo loro andare a visitare una tomba è idolatria.
Questa storia mi indigna, come mi indigna qualunque distruzione di un monumento. Ma questa volta sono particolarmente arrabbiata per la stupidità del motivo.
Facendo ricerche per questo post, ho avuto l'impressione di una cosa: che, secoli fa, la religione islamica, anche se aveva l'obbiettivo di convertire chiunque (obiettivo che ha ancora oggi, ma dopotutto a quel tempo ce l'aveva anche la religione cristiana, vedi le Crociate), fosse più 'aperta'. Nel senso che c'era un dibattito religioso che si apriva sulle nuove tendenze. Inoltre, gli arabi erano molto più avanti rispetto a noi in fatto di medicina. Per dire, mentre in Europa si praticavano ancora i salassi, nel mondo musulmano riuscivano a fare operazioni agli occhi senza rendere il paziente cieco. Oggi invece, sta succedendo il contrario. E credo che la distruzione dei mausolei di Timbuctù ne sia una prova flagrante.          
 

giovedì 7 giugno 2012

Scene che valgono un film 4: Il discorso del re



Questo film è un piccolo gioiello, che ti fa davvero ammirare il coraggio di un uomo che mai avrebbe dovuto essere re ma che, per quei strani trucchi che ti gioca la Storia, lo divenne, e contro le aspettative di chiunque riuscì a guidare il suo popolo in un momento terribile, la Seconda Guerra Mondiale.
Questa scena, però, a mio parere vale tutto il film, perché è tutto vi è perfetto: la recitazione dei due attori, la musica, le inquadrature della macchina da presa. Lo consiglio a tutti.

P.S: Diciamolo, lo metto anche per il giubileo della regina! ;)

martedì 8 maggio 2012

Un giorno da ricordare

Prima di tutto vorrei ringraziare Elisa di Lacrime di carta e inchiostro, Airone Sognatrice di Viaggi di un airone e Chardana Sara di Il volo della libellula-Nella spirale di luce per i premi che mi hanno assegnato. Mi fa molto piacere, siete grandi!!!

PREMIO YOUR BLOG IS GREAT!





Che bella immagine!! :) Grazie, Elisa!
Questo premio va "ai blog che ci hanno colpito da subito, la grafica e l'organicità di ognuno di esso, la simpatia e in particolare l'impegno di sempre per rendere il proprio blog migliore ". 
Prima di tutto si deve linkare il blog che ce lo ha assegnato, cosa che ho già fatto (Elisa).
Adesso, devo assegnare il premio ad altri 10 blog....tento di fare del mio meglio, ho altri due premi e vorrei non assegnarli agli stessi...
Assegno il blog a:


-Marten di Fly Away 
-Helene di Ovunque tu vada
-Ste di Pensieri colorati 


PREMIO ALMOHADA




Grazie, Airone Sognatrice!!
Ora dovrei scrivere tre frasi che mi rispecchino al meglio...:O Oddeo, non sono un granché in citazioni, ma proverò a scriverne almeno due mie.

1. ......
2. .................no, non mi vengono -/////-

Ora dovrei taggare altri sette blog...taggerò i blog che seguo a cui non ho ancora assegnato un premio oggi:

-Elisa di Lacrime di carta e inchiostro
-Chardana Sara di Il volo della libellula-Nella spirale di luce
-Airone Sognatrice di Viaggi di un airone 
-e infine Marta di Wippy. Marta ha da poco aperto il suo blog, visitatelo, secondo me è già bellissimo!!! XD

Le tre canzoni da me preferite (ce ne sono tante, ma ci provo, stavolta seriamente ;))

-ultimamente sto ascoltando molto spesso Deathaura dei Sonata Arctica, perché sto scrivendo un racconto ispirato a questa canzone.
-Cyrano di Guccini
-C'est ta chance di Jean-Jacques Goldman

Il mio desiderio: diventare scrittrice.

La parola che lo rappresenta: scrivere.

PREMIO I LOVE YOUR BLOG




Grazie a Chardana Sara!!
Qui la miniintervista:

Qual'è la tua rivista preferita?

CIAK, perché parla di cinema.

Chi è il tuo cantante/gruppo preferito?


Dipende, ultimamente i Sonata Arctica.

Chi è la tua guruweb preferita?


O_O Cos'è una guruweb?

Dove ti piacerebbe vivere?


In Quebec, bien sur!!


Il tuo film preferito?


Ne ho due: L'attimo fuggente di Peter Weir e Into the wild di Sean Penn, il secondo film che mi ha fatto piangere al cinema dopo Il Re Leone a due anni.

Quante paia di scarpe possiedi? 


Vediamo...sei. Ma di fatto ne metto solo uno, le converse, nel mio guardaroba da 7 anni.

Il tuo colore preferito?


Viola!!!!

Questo premio è per chiunque passa per questo blog.

E adesso veniamo al post vero e proprio, che avevo già annunciato nel post Cyrano.

Domenica, siamo partiti da casa verso le otto e mezzo. Meta: Cagliari, a 220 chilometri, l'unico posto in Sardegna dove i cittadini francesi possono votare. Nelle tre ore di viaggio, correggo per l'ennesima e ultima volta il mio libro. Chissà come, sono sfuggiti degli errori che l'occhio di falco di mia sorella ha visto. E' un lavoro che mi annoia, ma è da fare.
Appena arrivati a Cagliari, chiediamo dove sia la piazza che ci è stata indicata dalle lettere inviate dall'ambasciata, e la troviamo con facilità. Usciamo dalla macchina, e cominciamo a chiederci dove sia il numero 9, quando incontriamo due ragazze francesi che ci accompagnano. Nell'edificio, ci sono due altre anziane signore francesi che aspettano l'ascensore. Io mi sento un po' come se fossi entrata in un pezzetto di Francia. Una delle anziane signore ci chiede ironicamente se siamo lì per far vincere di nuovo Sarkosy e noi, altrettanto ironicamente diciamo "Si si, certo!"
Al sesto piano, ci accoglie il viceconsole, che ci chiede da dove veniamo e ci fa i complimenti per essere venuti da così lontano (già cento chilometri in Sardegna sembrano tanti).
Ed ecco arrivato il momento clou della mattinata: dopo aver presentato la mia carta d'identità francese, prendo i due biglietti con i nomi dei candidati e la bustina in cui va inserito quello che si vota. Entro nel segreto della cabina elettorale...per la prima volta sto votando per le elezioni francesi!!
Uscita, chiacchieriamo ancora un po' con il viceconsole. Mi sembra di essere in Francia...
Il viceconsole mi chiede dove studio, io rispondo al Liceo Classico, e lui comincia a recitare in latino l'inno a Venere del De rerum natura di Lucrezio. Mia madre ha detto che mi ha visto fare un passo indietro e fissarlo come un extraterrestre. A questo punto mio padre intavola una conversazione sul conflitto tra Romani e Galli, e dice tutto fiero che se fossi stata un maschio mi avrebbe chiamata Brenno perché è stato l'unico celta ad assoggettare Roma. Dopo questa parentesi assurda, ci diamo al turismo a Cagliari, che non avevamo mai visitato.
Cagliari è più particolare di Sassari. Sarà perché è il capoluogo di regione, oppure perché è sul mare. E' piena di salite, e per questo mi ha fatto pensare a Genova. Abbiamo visto, anche se solo dall'esterno, il Bastione San Remy:


Magnifico, imponente!
Poi abbiamo visitato la chiesa di Santa Rosalia, dove c'è la salma di San Salvatore da Horta. Ci siamo entrati un po' per caso, era una chiesetta niente male. Volevamo vedere anche la pinacoteca dei monaci, ma ci hanno detto che apriva alle 16 e che, inoltre, le donne non erano ammesse se non accompagnate da un uomo. Io e mia madre abbiamo preferito non commentare questa informazione...
Abbiamo visto anche la Casa Massonica, aperta solo per quel giorno in occasione della manifestazione Monumenti Aperti, e la Torre dell'Elefante.
Nella Casa Massonica ci è stato proibito di fare foto. Siamo entrati in un tempio massonico (ero emozionatissima, mi sembrava di essere nel Codice Da Vinci!), e lì un signore ci ha spiegato tutti i simboli che vedevamo. E' stato davvero interessante!!!
Questa, invece, è la Torre dell'Elefante:


Da quando l'avevo vista in televisione, volevo andare a vederla!!!
Ormai era tempo di tornare. Ho passato tutto il viaggio di ritorno a dormire. Ero stanchissima!
Arrivati a casa, abbiamo subito acceso la tv. Erano le 19, e mancava ancora un'ora all'annuncio dei risultati. L'emozione cominciava a salire. Alle 19:45, stavo bollendo, e anche mia madre. Il peggio era il conto alla rovescia sul lato destro dello schermo. 
E poi, il momento è arrivato. Sullo schermo, c'è stata l'immagine dell'Eliseo, un tappeto rosso che si srotola, e lì, in mezzo alla facciata è apparso...François Hollande!
Momento di delirio. Io e mia madre saltiamo dalla poltrona e urliamo "Si!! Abbiamo vinto!!" e ci abbracciamo come matte. Papà applaude. Io mi commuovo.
Mi sembra di vivere il mio maggio 81, quando vinse Mitterand, il primo e fino ad ora unico presidente socialista del dopoguerra in Francia. Mi sembra davvero che la Francia cambierà, che il presidente non sarà più una persona capace di dire a chi non gli vuole stringere la mano: "Vattene, povero stronzo". Spero che la Francia non sarà più piena di spaccature sociali, con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Spero. 
Forse sono tutte illusioni. Ma, almeno per adesso, voglio crederci. 













mercoledì 2 maggio 2012

Cyrano



Questa canzone di Francesco Guccini è, ormai, la mia canzone preferita tra tutte. Sarà perché parla della scrittura e della sua forza, della sua capacità di poter esprimere amore e rabbia, di come possa essere serva del potere ma possa anche distruggerlo, perché la scrittura è assoluta liberà. Cyrano poi è una figura che mi affascina da quando ero bambina. Tra tutti gli spettacoli teatrali che i miei mi hanno portata a vedere da piccola l'unico di cui mi ricordo è Cyrano. Amo la figura di questo povero cadetto di Guascogna ribelle, infelice in amore, che scrive per consolarsi. La canzone però è anche molto di più, è una critica a questo beneamato assurdo Belpaese che a volte penso non cambierà mai. Ormai è  da giorni che, di tanto in tanto, sottilmente mi entra in testa. Sarà per il fatto che in questo momento sto seguendo attentamente le elezioni francesi. Certo, la Francia non è l'Italia, ma in questa settimana il clima politico è davvero pessimo, nella destra. Forse ne parlerò di più lunedì, quando si saprà chi ha vinto.
Comunque, godetevi la canzone!! :)

PS: mi scuso per essere stata assente tutta la settimana, ma ho avuto un piccolo problema di salute (vedi insolazione: metà faccia prima rossa come un pomodoro maturo, poi gonfia da sembrare il gobbo di Notre Dame, infine spellata). Ma ora va mooooolto meglio! XD Rimedierò appena posso con i commenti.

lunedì 2 aprile 2012

Ennio Morricone

Ecco qui alcune delle mie canzoni preferite di Ennio Morricone:








Ennio Morricone secondo me è il più grande compositore di musiche di film. Certo, ce ne sono altri bravissimi, come John Barry, ma Morricone ha quel tocco personale che ti fa riconoscere immediatamente una sua musica, appena l'ascolti. E' uno di quei musisti che possono esaltarmi, come per L'estasi dell'oro, e commuovermi, come per la musica de Il Professionista. In quel film sembra quasi che la musica sia fatta su misura per il personaggio di Jean Paul Belmondo, gli da corpo, lo fa sentire ancora più tragico allo spettatore. Nella scena del duello finale di Per qualche dollaro in più, invece, mi piace quell'organo che d'un tratto ti fa capire come il personaggio dell'Indio è ormai sconfitto.
Insomma, Morricone è unico! ;)

sabato 30 luglio 2011

New Photo

La nuova foto del profilo è stata fatta dalla mia sorellona in Piemonte. Mia sorella ha studiato fotografia ed è una BRAVISSIMA fotografa. Comunque, appena il mio neurone solitario mi ricorda di portarmi dietro la mia macchina fotografica, posto qualche immagine dalle vacanze...Non sono mia sorella, non ho una macchina perfetta, ma il mio aggieggino mi basta! :)

sabato 19 marzo 2011

Cattedrali...

Ho notato che, da un po', se vedo un libro nella cui vicenda c'entra una cattedrale, lo voglio. E' come per I Pilastri della Terra. Solo che, ora, questa voglia di leggere libri sulle cattedrali mi è presa anche con La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones e Il Diavolo nella Cattedrale di Franz Shatzing. Il primo lo ha comprato mio padre qualche giorno fa, quando in libreria abbiamo fatto una 'strage' di libri (cioè abbiamo acquistato  insieme tutto ciò che ci è capitato sotto mano), il secondo mi sa che lo prendo io il giorno in cui ho un altro raptus da compratrice compulsiva di libri.   Forse perché le cattedrali, anche nella vita, mi affascinano. E' una di quelle cose che mi lasciano sempre a bocca aperta. Sono così alte, imponenti, ma al tempo stesso emanano un senso di leggerezza e perfezione pazzesco. Credo che la prima che ho visto è stata quella di Strasburgo, a dodici anni, in gita. Per tre volte mi sono fermata e con lo sguardo l'ho percorsa dal basso verso l'alto a bocca aperta. Mi sono sentita piccola piccola, stupita che al mondo potesse esistere un esempio tale di bellezza. E all'interno, le cose più grandiose erano lo spazio, i vetri, e soprattutto il rosone. I rosoni sono come un grande occhio dai mille colori che osserva in perpetuo le persone che gli passano davanti. Mi ricordo che ad un certo punto mi sono seduta e ho avvertito un grande senso di pace. Non sono credente, ma ho sempre amato la calma e la luce soffusa delle chiese. Sembra sempre che, in quel luogo, nulla di grave potrà mai accadere.
L'ultima che ho visto è stata quella di Exeter, in Inghilterra. Mio padre me ne aveva parlato spesso, e ciò che più mi è piaciuto sono stati tutte quelle centinaia di personaggi scolpiti sulla facciata. Uomini, donne, animali, tutti con un volto, un atteggiamento, un vestito diverso. Se avessi potuto, credo che li avrei fotografati uno a uno. Invece, mi sono dovuta accontentare di un cavaliere templare con un cagnolino ai piedi e un angelo. E all'interno, immaginatevi la mia faccia quando ho visto La Madonna della Seggiola di Raffaello, il mio pittore preferito! Sarò rimasta almeno dieci minuti a osservarla nell'atto così dolce e materno di abbracciare il Bambino.
Le cattedrali che vorrei vedere ora sono Notre Dame e Saint-Denis a Parigi, e poi quella di Salisbury, che ha ispirato a Ken Follett quella di Kingsbridge nei Pilastri della Terra. Adoro il turismo letterario!