Visualizzazione post con etichetta Life. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Life. Mostra tutti i post

sabato 26 aprile 2014

E' finita.
........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................


lunedì 14 aprile 2014

Conseguenze della visita all'Archivio di Stato di Cagliari

L: Io, sinceramente, non pensavo che saresti venuta.
Io: Perché?
L: Perché dopo un esame in cui hai preso trenta, dopo aver passato la notte in bianco, sinceramente non pensavo di vederti al binario alle sette meno un quarto del mattino a salutarmi facendomi vedere che eri lì...

Io: Abbiamo visto un documento in cui si diceva di un 'rapimento di zitella'.
Mamma: Che???
Io: Si, rapimento di zitella. Un tizio è finito in carcere per un bacio rubato nel 1600. C'è anche da dire che il padre di lui teneva un coltello alla gola della madre di lei perché non fiatasse mentre lui le chiedeva di sposarlo... Ah, e mamma, ho toccato una bolla papale di Clemente XIII!

Io: Ti voglio chiedere una cosa...
Lui: Si?
Io: Tu cosa diresti se dopo la laurea andassi a Cagliari per specializzarmi in una scuola di archivistica, paleografia e diplomatica?
Lui: FALLO!!!!

Per il resto, mi sono divertita moltissimo, era da un sacco che non ridevo così tanto. E, come detto sopra, forse ho anche trovato una specialistica che mi piace. :D

Questo è il sito della scuola: http://www.archiviostatocagliari.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=2&Itemid=5

giovedì 10 aprile 2014

Esame

Entro nella stanza in ritardo di un quarto d'ora, perché alla fine la mia collega G., mentre le spiegavo che sinceramente non sapevo se presentarmi, mi sembrava di non essere per niente preparata, mi ha detto: "Ko, vai!!! Al massimo lo ripassi a maggio!" E così, ho preso le mie cose e sono andata. Mi avevano appena tolta dall'elenco, ma poi, mi hanno rimessa appena ho detto il mio nome. Mi sistemo nell'ultima fila. La mia collega N. sta andando letteralmente fuori dai gangheri, mentre una persona parla se lei aveva in mente la risposta corretta rotea il pugno in aria. Io invece me ne sto lì tra libri, appunti, fotocopie, e quant'altro, a rileggere per l'ennesima volta le cose e pensando che posso anche fuggire, chi se ne frega, vado a maggio, ma al tempo stesso ormai ci sono, e che figura ci faccio?? N. viene chiamata e fa scena muta. Ci rimango male per lei. Un'altra del mio corso prende un 28. Ancora due persone e si chiama "Patin", tra l'altro detto in modo corretto, ma in quel momento non me ne accorgo neanche. "Cognome francese?" "Si".
Prima domanda. Rispondo. All'inizio titubando, tanto che mi si dice di darmi una calmata. Ma poi vado vado vado. Mi si dice che è tutto perfetto.
Seconda domanda. Cavolo, quella parte lì l'ho copiata dalle registrazioni e basta...oh, dai, sviamo un po' dall'argomento poco a poco, forse così riesco a sembrare più pronta...e funziona. I concetti base li so.
"Bene. La prossima volta che ci vediamo controlli l'ansia, però." E vedo il voto. Non ci credo. Non è possibile che io, Kore Patin, con una carriera liceale piuttosto disastrosa, ho preso quel voto in questo esame.

30.
TRENTA.

Io ho preso trenta. E lì, tutta la tensione accumulata, tutta quella tensione che forse ha anche causato un po' quei litigi insopportabili (dopotutto era già successo all'esame di maturità), se ne va. Ringrazio. Mi alzo. La gente mi sorride. Prendo le mie cose e me ne vado.

30. TRENTA!!

venerdì 4 aprile 2014

Pezzi di noi si staccano poco a poco.
Questo cielo plumbeo ci rispecchia bene...

Che c'è ragazzino bimbo minchia che mi fissa in autobus? Si, anche le metallare che si vestono di nero e hanno un anello nel naso piangono. Qualche problema? E allora smamma. Sono umana anch'io.

mercoledì 2 aprile 2014

Abney Park!

Ho un mal di testa allucinante...ma mi sta passando...

Terminata la nota sulla mia salute piuttosto altalenante in questi giorni, vi voglio postare due canzoni di un gruppo Steam Punk che sto scoprendo ultimamente e che mi sta piacendo tantissimo: gli Abney Park!



Il suono della loro musica mi fa pensare al deserto, in particolare Daddy's Side Car...non so perché. Ma in questi giorni ne sto diventando dipendente!!

A presto!! ;)

PS: Forse, ma dico forse, ho trovato una persona con la quale realizzare un fumetto tratto da 20 Whisper Street... vi aggiornerò!

venerdì 21 marzo 2014

Dopo questa, penso che la mia idiozia non abbia limiti

Perché? Perché. Ieri, prima di una lezione, io e il mio ragazzo andiamo al supermercato. Ci stuzzichiamo, litighiamo per finta. E ad un certo punto, io ho la brillante idea di colpirlo con una mossa di karate. Risultato? Gli ho schiacciato i tendini della mano. E lui deve suonare... In questo momento mi sento una perfetta idiota. IDIOTA.

martedì 18 marzo 2014

La follia...

Autobus. Sto andando a lezione. Per passare il tempo, leggo il libro Storia della Pirateria di David Cordingly. Accanto a me, quattro signore pettegole che parlano dei negozi e delle commesse, secondo loro ce ne sono troppe ed è per questo che i negozi aumentano i prezzi e poi falliscono, devono pagare troppo persone. Teoria interessante...ma le voci gracchianti delle suddette signore mi impediscono di capire l'avvento della goletta tra i pirati dei caraibi. Di conseguenza, lascio perdere e chiudo il libro, infastidita. Quando una delle signore dice che è felice di essere ormai vedova (argomento tra l'altro già sentito e che mi disturba parecchio), entra un signore. Il quale le dice, ma chi ve lo fa fare, signore, andate alle Maldive, tornerete più giovani di trent'anni e vi daranno un lavoro. Dopodiché, il suo sguardo si posa su di me. E allora...

"Ma guardatela, questa povera ragazza, è pallida, studia sempre, si sta consumando il cervello sui libri, prima di studiare sorrideva, era bella, e ora si consuma studiando e leggendo per un diploma che non le porterà neanche un lavoro! Sentite a me, studiare non serve!"

Dopodiché il signore mi fa l'occhiolino ed esce dall'autobus, e mi sento compiangere dalle quattro pettegole...tutto questo davanti ad una mia collega piuttosto scioccata! :D



martedì 11 marzo 2014

Piccole archeologhe crescono

Questa domenica, mio fratello è venuto a casa mia con una delle mie nipoti, la più grande delle sue figlie.
Prima abbiamo pensato di andare a giocare con la palla, ma poi...
"Facciamo una passeggiata?" ho proposto.
La risposta è stata un "Si!!"
All'inizio era una semplice passeggiata, poi, quando abbiamo cominciato a parlare di fossili, è diventata una spedizione archeologica! La zona in cui abito abbonda di fossili di conchiglie, per lo più rotti, certo, ma sui bambini fanno l'effetto di un tesoro. E, mentre insieme a mia nipote raccoglievo quei resti di animaletti vissuti migliaia di anni fa, non potevo fare a meno di pensare a quando avevo la sua età e facevo esattamente la stessa cosa, per pomeriggi interi. Allora erano o mia madre o mia sorella, ad accompagnarmi. E ora i ruoli si sono scambiati. Certo, ci sono delle differenze...mia nipote è un po' brusca, non le importa di avere qualcosa di integro, ma anche solo un pezzo di stella marina tutto rovinato le interessa. Io invece ho il ricordo di un'intera giornata passata dietro casa mia, tra le rocce, con martello e scalpello per tirare fuori dalla roccia una mezza stella marina perfettamente conservata, facendo ben attenzione a non intaccarne la superficie del guscio, su cui sono ancora visibili dei puntini minuscoli. Beh, questa domenica mi è piaciuto molto questa specie di confronto, tra un'archeologa cresciuta che ora studia pure l'archeologia e una piccola archeologa in erba. Poi, ovviamente, le cose cambiano, crescendo. Ho scoperto che l'archeologia non è il mio primo amore, ma comunque mi interessa...e infatti, tra agosto e settembre, farò il mio primo scavo, in una chiesa medievale. E non vedo l'ora!

venerdì 7 marzo 2014

La ragazza di fuoco

Ciao a tutti! Son qui soltanto per dirvi che sto leggendo Hunger Games-La ragazza di fuoco e che mi sta piacendo tanto, ma tanto, che posso anche essere mezzo addormentata ma poi succede qualcosa e mi risveglio di botto per proseguire altre dieci pagine. Spero che il film sia ben tratto.


Penso che, nella narrativa YA, Hunger Games sia la storia migliore. I temi che di solito mi disturbano, tipo il triangolo amoroso, son trattati in un modo che quasi me li fa ignorare. E poi, cavolo, lo stile ti da soltanto voglia di continuare!! E il peggio è che ieri notte per errore ho letto l'ultima frase e ho pensato: "OH NO!! Adesso devo leggere il terzo!!!"
Peccato che ho finito il budget libri comprando una Storia della Pirateria che sarà la mia prossima lettura insieme alla serie del Corsaro Nero prestatami dalla mia amica Chris, alla quale accennavo l'altro giorno... :'(

Vi piace il nuovo look del blog? Volevo qualcosa di più primaverile, e quindi ho preso la foto sullo sfondo da internet. Penso dia una bella rinfrescatina agli occhi. Vi auguro un buon week-end!

giovedì 6 marzo 2014

Non c'è nulla che ti possa preparare. Semplicemente, entri in autobus e lo vedi. Lui. Quando, quasi otto anni fa, lo hai visto nella sua classe alle medie, aveva i capelli lunghi e gli occhiali, ora li ha corti e probabilmente porta le lenti. Lo riconosci all'istante, perché lo hai incrociato spesso al liceo e poi...beh, qualche mese fa ti era venuto un colpo quando avevi saputo che era il batterista del gruppo del tuo ragazzo. E vorresti almeno salutarlo, ma non osi farlo. Ti siedi dall'altro lato rispetto a lui, lo osservi mentre ascolta musica dall'mp3. E vorresti dirgli: "Ciao, come va, che fai nella vita?" ma proprio non ce la fai. E' una situazione ridicola... E poi, prima della tua fermata, trovi il coraggio e:

"Ciao!"
"Ehi, ciao! Come va? Che combini?"
"Bene, grazie... Ora studio Beni Culturali. E tu, che fai?"
"Bah, io ho deciso di smetterla e di stare per conto mio."
"Ah... solo musica, eh?"
"Già, studio a casa, io!"
Pausa.
"Bene, io ora scendo. Ti saluto F.?"
"Si, grazie! Ciao!"
"Ciao."

Ed è andata. E non so perché, ma scendendo da quell'autobus mi sono sentita come se, d'un tratto, un altro pezzo della mia adolescenza se ne fosse andato via per sempre.

lunedì 3 marzo 2014

Sto meglio, si... sto ricominciando a legare con la me stessa di prima. Bastano una non sanissima passione improvvisa per i pirati, un rossetto rosso, Hunger Games-La ragazza di fuoco, e un'uscita al cinema stasera per andare a vedere Monuments Man. E poi, un sabato sera fantastico, durante il quale compri una Storia della Pirateria e come ciliegina sulla torta la tua amica Chris ti presta nove libri di Emilio Salgari sul Corsaro Nero, il figlio del Corsaro Rosso, Jolanda&Co. Una serata in cui passi il tempo a delirare, e alla fine torni a casa con la voce roca da quanto hai riso e parlato. E non importa che qualcuno ti dica: "Non devi leggere, ma solo studiare". Per una volta ti imponi, anche se sai che non serve a niente, ma almeno hai la tua soddisfazione di non aver chinato la testa come al solito.

Sorrido un po' di più, rido a crepapelle, faccio foto sceme...insomma, al momento sto meglio!! XD

venerdì 7 febbraio 2014

A quelle madri

Questo post lo scrivo per quelle madri che dicono che il corpo delle donne è delle donne, che sono loro che decidono cosa farci. Quello che dicono è giustissimo. E' sbagliato che poi decidano loro quello che le loro figlie possono fare con il proprio corpo, e quindi causano soltanto sofferenza. E' sbagliato quando costringono le loro figlie ad abortire il bambino che avevano deciso di tenere. 
Io sono per l'aborto, e come loro penso che noi donne dobbiamo avere la possibilità di decidere, quando ci troviamo con una gravidanza indesiderata, se avere o no un figlio. Però non penso che la cosa debba andare a senso unico. Non penso che "Oh, no, sono incinta, abortisco." Penso che debba essere una decisione presa in modo libero, e che deve essere rispettata. Anche se la ragazza è minorenne, sua madre deve rispettarla nelle sue decisioni. Non è una bambina di dieci anni, è una donna ormai, e ha deciso di prendersi le sue responsabilità, anche se magari il ragazzo l'ha mollata. Non so come esprimervi la rabbia e la tristezza che sto provando in questo momento. Quello che vi ho scritto sta accadendo in questo momento a una mia amica, e quando ci penso e mi metto al suo posto mi sento come in uno di quegli incubi in cui sai che ti uccideranno ma non puoi fare nulla. Mi sento arrabbiata per tante cose, ultimamente. Tra le quali che qualche mese ho avuto paura di essere incinta (poi per fortuna non lo ero), avevo preso una decisione simile a quella della mia amica, e quando sono stata sicura di non esserlo è l'ho detto a mia madre sono stata insultata in un modo che qua preferisco non dire. Cavolo, sto solo facendo l'amore con il mio ragazzo, mica sto andando con chiunque. Faccio di tutto per non rimanerlo, ma se rimango incinta, quella vita che porto dentro di me voglio decidere io se tenerla oppure no. L'aborto forzato da quelle madri che dicono che il corpo delle donne è delle donne è un controsenso a quello che dicono. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Un anno...

Un anno fa, la mia amica A. mi trovò alla fermata dell’autobus un po’ prima del solito, intenta ad ascoltare per la quinta o sesta volta di seguito ‘Love is forever’ dei Muse, e con il cellulare in mano, a rispondere a quell’sms che mi era arrivato quella mattina. Subito mi chiese: “Allora com’è andata???” E io ancora con l’aria sognante, le raccontai.

Il giorno primo eravamo andati al cinema a vedere Frankenwinnie di Tim Burton. Per la verità il film all’inizio doveva essere Lincoln, poi però avevo visto che c’era Frankenwinnie e dato che a lui piaceva Tim Burton avevo cambiato programma. Ripensandoci a posteriori ho fatto benissimo, perché Lincoln è un film verboso e piuttosto noiosetto. Frankenwinnie, invece, tutt’altro. Nella sala c’erano poche persone, una decina al massimo. Il film era proseguito tranquillo, finché ad un certo punto appariva un pesce rosso morto. Guarda caso la settimana prima era morto Alpha, il mio pesciolino, e così io avevo detto: “Oooh il mio pesce!” Lui allora aveva detto: “Oh, no!” e mi aveva preso la mano. Eravamo rimasti per tutto il film così, mano nella mano. Di tanto in tanto il pollice di lui me ne accarezzava il dorso. Mi sentivo emozionata, come se sentissi che qualcosa stava per accadere. Elettrica. Poi, il film era finito. E, sui titoli di coda, era cominciata questa canzone:


“Love...Love is strange...”
A quel punto io avevo appoggiato la testa contro la sua spalla...lui si era girato e mia aveva baciato la fronte...io gli avevo baciato il collo...lui la mia guancia...e poi, d’un tratto lui aveva chiesto: “Che c’è?”, io avevo pensato ‘Ma cosa diamine sto facendo??’, e in quel momento la luce si era riaccesa nel cinema, illuminando le nostra facce vicinissime ed arrossate. Ci eravamo messi a ridere. Ridere di gusto, come due pazzi, fregandocene di quel che poteva pensare la gente lì accanto. Raramente ho riso come quella volta. Eravamo usciti dal cinema e poi lui aveva preso l’autobus con me per accompagnarmi lì dove mi aspettava mio padre. Dentro l’autobus, ci tenevamo per mano, ci accarezzavamo i dorsi delle mani e le nostre teste erano appoggiate le une alle altre. L’atmosfera era elettrica, una di quelle situazioni che vivi attimo per attimo, in cui non esiste passato o futuro, ma solo presente. Avevo le farfalle nello stomaco. Eppure, nessuno si decideva a fare il passo successivo, ma ci accontentavamo di quello. Quella sera ero tornata a casa con l’impressione di camminare su una nuvola e per poco non avevo dormito. Per la verità, ebbi per una settimana intera il senso della fame e del sonno sballati.

Tutto questo lo raccontai ad A. sull’autobus, e intanto rispondevo agli sms che mi arrivavano. A. era tutta contenta, ma io ancora non ero sicura, insomma, non c’eravamo baciati, chi me lo diceva che davvero anche io piacevo a lui? A scuola, lui era in ritardo come al solito. Lo aspettai nel corridoio. Poi, ci dissero che la prof. di italiano si era assentata all’ultimo momento. Mai ho amato tanto quella donna. Sgusciai al pian terreno e aspettai che lui uscisse dalla presidenza, dove si era fatto ammettere. Ci salutammo. Ci appoggiammo al muro, tenendoci di nuovo per mano, e chiacchierammo del film. Però di nuovo c’era quell’atmosfera elettrica, quella sensazione che qualcosa di imminente stesse per accadere. Peccato che proprio in quel momento tante persone della mia classe stessero uscendo in cortile a fumare. Tutti ci fissavano con un sorrisetto per noi imbarazzante. Allora io dissi: “Ti va se andiamo nel corridoio della biblioteca? Lì ci sarà meno gente.” Ci andammo. Ci sedemmo sulle sedie rosse e sgangherate di quel corridoio, il più squallido della scuola e magari anche della città. Almeno lì non c’era nessuno. Eravamo esattamente come la sera prima, seduti, mano nella mano. Chiacchierammo ancora del film. Guardai l’ora al cellulare. Erano le 9:01. Timidamente, dissi: “Beh, a me mi è piaciuto anche il resto...” Silenzio. Come la sera prima, lui mi baciò sulla fronte...poi io lo bacia sul collo...e poi...beh...

Dieci minuti esatti dopo, salimmo le scale che portavano al corridoio delle nostre aule. Incrociammo il mio compagno di classe psicopatico, che ci sorrise in modo inquietante. Arrivammo davanti alla sua porta, che era chiusa, ovviamente. Ci salutammo. Prima che lui entrasse lo abbracciai e, per la prima volta nella mia vita, gli dissi: “F. ti amo.” Lui rispose: “Anche io” e poi entrò in classe. La professoressa gli disse: “Complimenti per il ritardo”, ma lui pensò ‘Il miglior ritardo della mia vita’. Io entrai nella mia classe dove regnava il caos totale, dove ciò che mi fu detto appena fui vista fu: “Ko, ma stai bene? Sei...rossa!” Mi guardai la pelle che usciva dallo scollo del maglione e notai che ero letteralmente rossa dalla punta dei piedi alla radice dei capelli. A. disse che avrebbe sparso fiori di ciliegio sul nostro passaggio, mia zia che sembrava una scena del Tempo delle Mele e mia sorella che finalmente, era ora!

Tutto questo un anno fa, esattamente. Che strano. Mi sembra che sia passato così velocemente...
         


martedì 21 gennaio 2014

Stop

Stop con le prese in giro. E' da un po' che dura, e basta, sono stanca di queste cose che mi si fanno senza che io ne capisca il motivo. Forse ho sbagliato qualcosa, forse avrei dovuto fare delle proposte. Però, qualunque cosa sia stato, non penso di aver meritato questo trattamento. Quello che mi fa più incavolare è che non ho neanche visto arrivar la cosa. Non capisco. Pensavo di essere capitata su delle persone migliori, ma evidentemente mi sbagliavo. Perciò, basta squadra. Sono stufa. Farò qualcos'altro, qualcosa di più individuale che già conosco perché è praticamente lo sport di famiglia e in cui sarò indipendente, perché i giochi di squadra, ormai, mi hanno proprio stufata. Arrivederci e a mai più.

martedì 3 dicembre 2013

Ultimamente sto pensando molto a noi due. In particolare, a come siano cambiati i nostri rapporti in un anno. Un anno fa eravamo dei buoni amici, ci conoscevamo da meno di un mese ma le cose sono andate così velocemente... Ancora non osavamo sfiorarci. Da parte c'era soltanto amicizia, anche se di lì a poco avrei cominciato a sentire qualcosa di più, un'emozione elettrizzante alla quale non riuscivo, non volevo dare nome. Da parte tua invece c'era molto di più, fin dal primo istante. Non so perché ci penso. Sarà che siamo a inizio mese, e ogni inizio mese ci sono quei due giorni che per noi sono importanti...ma di questo ne parlerò un'altra volta. Intanto, penso soltanto a questo.  

venerdì 29 novembre 2013

Addio, professore

Questa mattina, mentre ero ad un seminario di due ore sull'archeologia sperimentale, ad un certo punto mi sono distratta e ho pensato a lei, professore. E mi sono resa conto che non riesco ancora a trovarlo concepibile, che lei non ci sia più. Lei non è mai stato mio insegnante, però la conoscevo bene. Organizzava il progetto Leonardo grazie al quale ho passato cinque fantastiche settimane in Inghilterra e non potrò mai ringraziarla per come mi ha consigliato in quel periodo. Chissà perché, uno dei miei ricordi più vivi è stato quando, a tre giorni dagli esami di riparazione in latino, geografia e storia (proprio io che poi mi sono iscritta in beni culturali), mi prese da una parte e mi disse: "Senti, sono tre esami, ma tenta di passarli. Altrimenti non sarebbe bello se fossi bocciata e poi partissi." Me lo disse in modo calmo, ma esigente. E io quegli esami li passai tutti, con un sette per ogni materia, e due giorni dopo gli esiti presi l'aereo per Londra. Si vedeva che amava il suo mestiere, perché ci voleva far imparare, non solo la cultura classica di cui era tanto appassionato, ma anche ciò che ci circonda ed è attuale attraverso lo scambio culturale. Si vedeva. 
Era da anni che combatteva contro la malattia, e una volta era anche riuscito a sconfiggerla. Ed era subito tornato a scuola, ad insegnare. Però, poi è tornata, e stavolta ciò che più amava lo ha dovuto abbandonare per sempre. 
E, da tre giorni, a tutti noi che la conoscevamo rimangono soltanto i ricordi. Addio, professore. 

giovedì 28 novembre 2013

Premio Liebster Award

Ciao a tutti. Ieri, Sheryl mi ha assegnato il premio Liebster Award!!
Le regole sono:

1. Ringraziare il blog che ti ha nominato.
Grazie mille Sheryl! Sono felice che tu abbia pensato a me, nonostante ultimamente non ho tantissimo tempo (si avvicina il mio primo esame D: ) per commentare tutti i blog che seguo. Grazie ancora! :D

2. Rispondere alle undici domande poste dal blogger premiatore:
-Agisci più con la testa o con il cuore? Cuore. Ma a volte dovrei fare il contrario, finirei meno spesso nei guai!
-Un libro che consiglieresti? Ultimamente sto leggendo Diana, Cupido e il Commendatore di Bianca Pitzorno. Ve lo consiglio, è stupendo e molto divertente!
-In quale casa di Hogwarts pensi che verresti smistato? Mmm...forse Tassorosso, anche se...Grifondoro forever!
-C'è una città in particolare che vorresti visitare? Vienna.
-Cibo preferito? I dolci! Specialmente quelli con la crema! :P
-Qual'è stato il primo blog blog che hai seguito? Quello di una mia amica, che ora però l'ha chiuso. Si chiamava Pillole di Cianuro.
-Perché hai aperto il tuo blog? Perché la blogosfera mi attirava ed ero molto curiosa.
-Film preferito? Ce ne sono così tanti!! Dai, per i cartoni animati dico Il pianeta selvaggio, un vecchio film ungherese.
-Cosa di spinge a comprare un libro? La trama, la copertina o l'estratto? Tutti e tre!
-Canzone preferita? Anche qui, domanda difficile. Ultimamente sto ascoltando molto David Bowie, e mi piacciono molto Life on Mars? e Absolute Beginners.
-Cosa vorresti per Natale? Un cellulare nuovo! Il mio è morto e ora sto andando in giro con uno vecchio di
mia madre...

3. Dire undici cose su di te.
-Studio Scienze dei Beni Culturali all'Università di Sassari.
-Mi piace giocare ai giochi di ruolo. Ultimamente ne seguo uno fantasy, e sono un'umana che fa parte di un ordine segreto di ribelli.
-Amo molto i libri storici.
-Il mio gusto preferito di gelato è il limone.
-Detesto i profumi troppo dolci, tipo quello alla fragola.
-Vorrei vivere all'estero.
-Sono molto ansiosa.
-Mi piace l'inglese.
-A proposito di lingue, sono madrelingua francese.
-Il mio poeta preferito è Jacques Prévert.
-Non mi piacciono le persone che sprecano il cibo.

Formulare undici domande per chi premierai.

-Qual'è la tua torta preferita?
-E la tua bevanda calda preferita?
-Preferisci Halloween, Natale o Carnevale?
-Quale genere musicale preferisci?
-E di film?
-Quale social network utilizzi di più a parte blogger?
-Il tuo peggiore incubo?
-E il sogno più bello?
-Ti piacciono i parchi di divertimento?
-Qual'è il tuo colore preferito?
-Hai un animale domestico?

4. Ora dovrei premiare undici blog, ma preferisco che chi capiti sul blog e vuole prendere il premio lo faccia da se.

Grazie ancora Sheryl! A presto! :)














martedì 26 novembre 2013

Scusate se non vi ho avvertiti, ma ieri ero di fretta e all'università ci hanno tolto il wi-fi...speriamo che lo riabilitino al più presto, anche se è da due giorni che dura. Comunque, ecco, Sogni di carta ha riaperto ieri!! Ecco i link dei due post che ho pubblicato:

 http://persefone-sognidicarta.blogspot.it/2013/11/fogli-di-celluloide-reader.html

http://persefone-sognidicarta.blogspot.it/2013/11/storia-di-un-genere-letterario-la.html

Per il resto, non ho molto da dirvi. Sto sperimentando la mensa universitaria ed è stupenda, sembra un college americano. Per il momento mi sono solo ingozzata di merluzzo e tortellini ripieni... L'unica cosa che non mi piace è che attorno a me vedo tantissima gente prendere tre piatti di cibo, mangiarne la metà e poi buttarla. Quella è una cosa che mi fa schifo, il cibo sprecato in questo modo quando c'è parecchia gente che muore di fame o senza arrivare a tanto non tutti i giorni si può permettere un pasto caldo, soprattutto adesso che arriva l'inverno.
Tutto qui...a presto. :)  

martedì 19 novembre 2013

Di solito, quando sento notizie di uragani, cicloni, tifoni, le vedo come realtà lontane, in posto magari esotici. Non t'immagini che, un giorno, una cosa del genere possa accadere ad appena un centinaio di chilometri da casa tua. Oggi, è così. Sento dei morti di Olbia, Arzachena, Dorgali, del crollo di un ponte, degli sfollati...e non riesco a non immaginare a quanto sono stata fortunata ieri, ad essere in una delle zone meno colpite dal ciclone Cleopatra, ad essermi ritrovata soltanto bagnata fradicia mentre lottavo contro i vento per raggiungere la fermata dell'autobus.E' strano come a volte la Natura, che di solito vediamo in modo così pacifico, come una casa accogliente nella quale perdersi, possa scatenarsi in modo tanto violento. Io purtroppo non posso fare molto. Questo post non aiuterà nessuno, ma mi sento comunque vicina a quelle persone che hanno perso tutto, non solo le cose, ma a volte anche qualcuno che amavano. Spero per loro che tutto si ristabilisca. E, per me, sperare è la cosa più vicina al pregare.

 

giovedì 14 novembre 2013

Noi

Noi corriamo, le nostre ombre si stagliano sull'erba del campo, alla luce dei pali.
Noi giochiamo, ci passiamo la palla e al tempo stesso ridiamo, chiacchieriamo, cantiamo scandalizzando l'under 12 mentre gli passiamo davanti cantando la Marsigliese, io in testa.
Noi facciamo le dure tra di noi, a volte ci facciamo male, ma poi ci chiediamo scusa.
Siamo studentesse, lavoratrici, madri, mogli, fidanzate. Ma quando ci alleniamo tutte insieme siamo un gruppo di amiche che si riuscono per l'amore di uno sport speciale, forse non proprio femminile, perché quando dobbiamo portare una nostra compagna in ospedale perché si è rotta una clavicola ci dicono: "Giocare a scacchi no?", ma poi quando entriamo negli spogliatoi, chiacchieriamo di creme antirughe e del miglior modo per togliersi/farsi togliere/farsi strappare delle calze autoreggenti.
Noi siamo tutto questo, e io vi voglio bene, ragazze. Domenica non giocherò con voi, la mia battaglia per avere le lenti non l'ho ancora vinta, ma al campo sarò con voi e vi incoraggerò ancora a far vede quanto possiamo essere forti e brave. Forza!