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lunedì 10 marzo 2014

Heath

Questo sabato, ho visto un documentario sulla vita di Heath Ledger.


Me la ricorderò sempre, quella mattina del 22 gennaio 2008. In quei mesi, dopo aver visto con lui Le quattro piume, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e Io non sono qui, e in attesa di Il Cavaliere Oscuro e Parnassus, pensavo: "Heath Ledger? Se continua così soppianterà Johnny Depp e diventerà il mio attore preferito". Ed ecco che, quella mattina, mentre sono ancora tra la veglia e il sonno, la prima cosa che sento e che mi rende immediatamente cosciente è, alla radio dei miei, un giornalista che dice: "...questa mattina la morte di Heath Ledger..." Mi alzo con un "Cooosa???? Ma se ha 28 anni????"

Ebbene si, Heath Ledger era morto per un cocktail di medicinali dosati male. Lasciava una figlia di due anni. All'epoca la notizia fece parlare parecchio, un po' come la morte di Philip Seymour Hoffman in queste ultime settimane. Mi ricordo con disgusto dei paparazzi che fotografavano mentre si portava via il corpo dalla casa in cui era stato trovato e facevano ipotesi su ipotesi. Per questo, in questo post voglio parlare soltanto del modo in cui vedo l'artista Heath Ledger. Le speculazioni voyeuristiche di certe persone mi irritano molto.

Secondo me, Heath Ledger era un attore geniale e completo. Aveva cominciato da poco una carriera di produttore e regista, dirigendo alcuni clip musicali per cantanti come Ben Harper, ispirandosi alla video art.


Bastava vederlo apparire per pochi secondi sullo schermo e pensavi: "Questo è un grande attore". Vedendo sequenze dei suoi film, questo sabato, non facevo altro che pensare a cosa sarebbe potuto diventare. La sua bravura, il suo sguardo, il suo viso, erano ipnotici. Era sempre alla ricerca dei ruoli più difficili, fin dall'inizio. E ci si immedesimava completamente. I genitori hanno conservato tutto di lui, dalle foto che rielaborava, ai copioni ai costumi, ai diari che scriveva per immedesimarsi al meglio. Tutto. Anche l'Oscar postumo per il suo Joker nel Cavaliere Oscuro. E vedere quel padre di famiglia mi ha fatto sentire molto triste.
In particolare, c'è una clip, in cui prova i costumi di scena di Parnassus, che secondo me fa vedere quanto potesse essere bravo. 

                                             

Ecco...voglio concludere così. Non ho ancora visto tutti i suoi film, uno in particolare a casa mia è off limits, ma un giorno ce la farò... Se c'è una cosa che può permettere solo il cinema, è quella di darti almeno l'illusione che i tuoi attori preferiti ci siano ancora. Un'amara illusione. 














 

venerdì 7 marzo 2014

La ragazza di fuoco

Ciao a tutti! Son qui soltanto per dirvi che sto leggendo Hunger Games-La ragazza di fuoco e che mi sta piacendo tanto, ma tanto, che posso anche essere mezzo addormentata ma poi succede qualcosa e mi risveglio di botto per proseguire altre dieci pagine. Spero che il film sia ben tratto.


Penso che, nella narrativa YA, Hunger Games sia la storia migliore. I temi che di solito mi disturbano, tipo il triangolo amoroso, son trattati in un modo che quasi me li fa ignorare. E poi, cavolo, lo stile ti da soltanto voglia di continuare!! E il peggio è che ieri notte per errore ho letto l'ultima frase e ho pensato: "OH NO!! Adesso devo leggere il terzo!!!"
Peccato che ho finito il budget libri comprando una Storia della Pirateria che sarà la mia prossima lettura insieme alla serie del Corsaro Nero prestatami dalla mia amica Chris, alla quale accennavo l'altro giorno... :'(

Vi piace il nuovo look del blog? Volevo qualcosa di più primaverile, e quindi ho preso la foto sullo sfondo da internet. Penso dia una bella rinfrescatina agli occhi. Vi auguro un buon week-end!

venerdì 17 gennaio 2014

Ciao a tutti. Scusate la mia nuova assenza, ma sto studiando molto e inoltre ho avuto un po’ d’influenza che mi ha fatta a pezzi per tre giorni. Ora sto bene. Sto preparando l’esame di preistoria, e devo dire che la cosa mi appassiona parecchio. Soprattutto quando leggo i paragrafi hanno questo tipo di titoli...

 Di tanto in tanto, però mi concedo una pausa, ed una di queste pause l’ho fatta per guardare il film An education, di Lone Sherfig.


E' un film stupendo, ve lo consiglio. E' bellissimo come inizi come una commedia e poi ti lasci l'amaro in bocca, alla fine. Mi sono identificata molto in Jenny, la protagonista.
Con questo, vi lascio! Però, non senza avervi lasciato una foto del mio Max che sale sulla libreria credendosi il re del mondo!

E con questo, a presto! :)

mercoledì 20 novembre 2013

Ed ecco a voi i risultati!

Recensione: 2 voti
Vita d'autore: 2 voti
Fogli di celluloide: 4 voti
Storia di un genere letterario: 4 voti
Tema: 2 voti
Letto per voi: 3 voti
Music book: 3 voti
L'immagine: 2 voti
Nuova uscita: 1 voto
Perle: 4 voti

Quindi, i vincitori sono Fogli di celluloide, Storia di un genere letterario, Perle, Letto per voi e Music book! Ecco a voi le rubriche vincitrici del mio sondaggio per la riapertura del blog Sogni di Carta! Bene bene, ora bisogna stabilire il calendario!

Lunedì: Fogli di celluloide
Martedì: Storia di un genere letterario
Mercoledì: Music book
Giovedì: Letto per voi
Venerdì: Perle

Ecco qui... Voglio ringraziare tutti quelli che hanno votato per il oro aiuto. Ora comincerò a fare le mie ricerche e a scrivere. Ho già trovato i libri da proporvi la settimana prossima per Letto per voi. Ma sarà una sorpresa. Fino ad allora...al lavoro! :)

lunedì 30 settembre 2013

Domani, alle 11, si comincia. Prima lezione. Guarda caso, proprio storia medievale. Poi, storia moderna. Finirò alle 13. Ma wow. Non vedo l'ora. Mi chiedo come sia una lezione. Mi chiedo tante cose. Soprattutto, una delle cose che mi piacciono di più è sapere che studierò cose che di solito si trascurano, tipo il basso medioevo, oppure i fenici e i cartaginesi, che si studiano solo quando si fanno le guerre puniche. Io mi chiedo: ma quando hanno cominciato a esistere in quanto civiltà? Com'erano organizzati come società? Cosa hanno fatto prima che i romani li sconfiggessero? Ecco, ora potrò sicuramente dare delle risposte a queste domande!
Oggi sono andata al'inaugurazione dell'anno accademico. Ci hanno fatto visitare le aule. Sono un po' piccole, ma alcune hanno una bella vista sulla zona di Sassari che c'è intorno. L'unica delusione è stato il laboratorio di archeologia...io m'immaginavo una grande stanza dalle pareti bianche, bene illuminata, con un grande tavolo bianco, con sopra dei reperti...invece sembra uno scantinato. Una stanzetta piccola piena di sacchi di plastica con dentro cocci di ceramica antichi (il che non mi dispiace, ma così facevano un po' pena...), semibuia e con due tavoli piccoli piccoli. Non proprio la mia idea, ma vabbeh, bisogna anche ricordare che non siamo a Roma o a Torino. Tutto sommato è stata una bella visita, mi ha dato ancora più voglia di cominciare. Il giorno migliore sarà il venerdì...ho solo un corso. Dalle 12 alle 13. Di lusso!!! XD
Ci hanno anche parlato un po' più dell'Erasmus. Purtroppo la mia università non ha contatti con quelle irlandesi, quindi ancora una volta ciao Irlanda. Un giorno o l'altro però spero proprio di andarci. Per il resto, da quel punto di vista lì, niente di più. Vi dirò com'è andata! :D
Ieri ho finito un libro, Mani nude di Paola Barbato. Non mi è piaciuto molto, e il finale mi ha fatto addirittura arrabbiare. Semplicemente, ha fatto si che la storia non avesse più senso, o almeno secondo me è così. Poi guardi le recensioni su Anobii e sono tutte entusiastiche tranne la mia. Anche L'inverno del mondo di Ken Follett mi sta piacendo meno di quello che mi aspettavo. Cioè, si, mi piace, ma per certi versi è troppo ''diplomatico'', avrei preferito che Ken Follett trattasse meno la parte spionistica della Seconda Guerra Mondiale. Non parla quasi dei campi di concentramento e per niente delle battaglie in Africa. Speriamo che il terzo libro, quando lo pubblicherà, sia meglio.
Ah, e ho cominciato a cucinare. Quando c'è stato il compleanno del mio ragazzo gli ho fatto due tipi di dolci al cocco. Da allora vanno a ruba! Mi è stato chiesto di farli, e me li hanno pure pagati! E ora ho pure un nuovo ordine! :) Sto scoprendo che, tutto sommato, fare dolci non è poi così male. Però dovrò variare un po', ne ho già visti altri al cioccolato e alle nocciole che mi piacerebbe provare a fare.
Ora è proprio tutto. Spero di potermi ricollegare tra poco, domani faccio la richiesta per utilizzare il wifi dell'università. A presto!! :D    

venerdì 19 aprile 2013

Post veloce

Scusate se non troverò il tempo di rispondere ai commenti del post precedente, ma sono davvero di fretta. Voglio solo dirvi che in questo momento sto per affrontare una prova di selezione per il mio progetto scolastico di cinema. Nella mia recensione parlerò del fiml La migliore offerta di Tornatore..un film di cui vi parlerò probabilmente quando quando avrò più tempo. Chi vince questo concorso va al prossimo festival di Venezia... :)  
Sono un po' nervosa ma ci proverò...a presto!!! XD

sabato 15 dicembre 2012

John Carter da Marte

Ciao a tutti!! Scusatemi per lo scorso post, credo che non vi sia piaciuto molto...

L'inizio di dicembre qui a Sassari è sempre un po' un anticipo delle vacanze di Natale. Il 6 dicembre infatti è san Nicola, e siccome san Nicola è il patrono di Sassari e l'8 dicembre c'è l'Immacolata Concezione, per noi a scuola è l'occasione per farci un lungo ponte, visto che ci danno anche il 7 come giorno di libero. Quest'anno poi, il 9 era domenica, quindi quattro giorni di vacanza...
Ne ho approfittato un po' per studiare, ma anche per guardare due film: The Way Back di Peter Weir, sulla controversa storia vera di alcuni prigionieri politici polacchi che, riusciti a fuggire da un gulag siberiano, riuscirono ad arrivare fino all'India a piedi, e John Carter da Marte.



The Way Back mi è piaciuto tantissimo, ma John Carter ha conquistato il mio cuore!! Sarà perché è un film di fantascienza, e in questo periodo adoro la fantascienza, oppure semplicemente perché, come in molte storie di questo genere, c'è qualcosa di reale e di universale.
John Carter è un ex soldato della guerra di secessione stanco della guerra. Un giorno, in fuga da un generale che lo vuole far combattere contro gli Indiani, viene misteriosamente trasportato su Marte. Qui viene catturato da Tars Tarkas, della tribù dei Tharks. Marte è ormai un pianeta decadente, quasi morto, e sconvolto dalla guerra tra le città di Zodanga e Helium, di cui John salva la principessa Dejah Thoris. E le sorti della guerra si troveranno tra le sue mani!
Ora, la trama può sembrare completamente assurda. Almeno è quello che ho pensato la prima volta che ho letto la trama. Quando poi ho saputo che John Carter è stato uno dei flop più grandi della storia del cinema, ho pensato che davvero, non doveva essere un gran film. E invece...
Invece mi è piaciuto davvero davvero taaanto!! E' un film da rivalutare, con una bella storia, che non annoia mai e che appassiona dal primo all'ultimo minuto. Questa settimana ho disegnato Tharks dappertutto!! XD
Ma, soprattutto, mi è piaciuto molto il pezzo in cui un Thern, una specie di essere immortale che controlla il destino dell'Universo, spiega a John Carter come la guerra sia provocata per uccidere i pianeti: infatti, se un popolo pensa solo a se stesso, non si cura del pianeta, che muore senza che gli abitanti neanche se ne accorgano. Questa affermazione mi sembra molto attuale, visto lo stato del nostro pianeta.  
Nei titoli di coda, ho letto che John Carter è tratto da un libro di Edgar Rice Burroughs. Ho cercato sull'enciclopedia, e ho scoperto che Edgar Rice Bourroughs ha scritto anche una serie che è ben più nota: quella di Tarzan. Subito sono andata a prendere la mia copia di Tarzan e lì ho scoperto che...il Ciclo di John Carter o Ciclo di Barsoom conta undici libri. Mmm...ho voglia di leggerli tuttiiiii!!!! Comunque, quello da cui è tratto il film è questo:


   
Non so se notate i vestiti un po'...da imperatori romani! E' la stessa cosa anche nel film, infatti io e mia madre non facevamo altro che dire che gli americani sembrano invidiarci, a noi europei, il fatto di avere avuto in casa antichi greci e romani. 
Bene, per oggi ho finito. Tornerò lunedì, perché lunedì io e Chris e forse qualcun altro andiamo a far un viaggio nella Terra di Mezzo in compagnia di Bilbo, Gandalf e tredici nani dai nomi l'uno più buffo dell'altro...


NON VEDO L'ORA!!!!!! XD



mercoledì 31 ottobre 2012

Qualche film da Halloween

Allora, siccome mi ritrovo sola soletta al computer, ascoltando una buona dose di Sonata Arctica, scriverò qualche post per passare il tempo. Siamo ad Halloween, no? E allora...ecco qualche consiglio per passare un'orrorifica serata:

Profondo Rosso di Dario Argento
Il Fantasma dell'Opera di Dario Argento
The Skeleton Key di Iain Sofltley
Shining di Stanley Kubrick
It di Tommy Lee Wallace
Il Corvo di Alex Proyas
Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola
Frankenstein di Mary Shelley di Kenneth Branagh
Il villaggio dei dannati di John Wyndham
Intervista con Vampiro di Neil Jordan
Tutta la serie degli Alien (Alien, Aliens, Alien 3, Alien-La clonazione)
Tutti i Paranormal Activity (1,2,3)
Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton
e ovviamente tutta la serie di Halloween

Se invece preferiti horror più romantici:

Tutta la saga di Twilight (Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Dawn parte 1)
Ghost

Cartoni animati:
Nightmare Before Christmass di Tim Burton
La sposa cadavere di Tim Burton
Hocus Pocus di Kenny Ortega (non è un cartone animato, ma è della Disney, quindi...)

Spero di esservi stata utile, sono sicura di averne dimenticati parecchi. Se volete potete aggiungerli nei commenti. Buona serata!

lunedì 27 agosto 2012

Nelle terre estreme

Qualche giorno fa, dopo aver divorato Io e te di Niccolò Ammaniti, ho cominciato a leggere Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer. L'ho finito tornando in Sardegna, in nave, con un senso di amaro in bocca.
Nelle Terre Estreme racconta la storia vera di Chris McCandless, un giovane che tagliò i ponti con la famiglia per partire in viaggio dove voleva e vivere della natura. Viaggiò negli Stati uniti, in Messico, e poi decise di andare in Alaska, dove nel 1992 venne ritrovato morto di fame in un autobus usato di solito dai cacciatori. A questa storia s'ispira anche uno dei miei film preferiti, Into the Wild di Sean Penn.
Io ammiro Chris McCandless, in arte Alexander Supertramp. Moltissimi lo hanno definito stupido, perchè credeva di poter come vincere sulla natura. Per me non è così. Chris McCandless era si un idealista, ma era anche lucido. Semplicemente, ha avuto il coraggio di mollare tutto e fare veramente tutto quello che voleva. Si, era un testardo a cui quando si regalavano abiti caldi per la sua 'odissea in Alaska' non li accettava, si, era repubblicano, ma quel gesto che a volte vorrei tanto fare e non faccio perchè mi serve un pezzo carta lui lo ha fatto. Era un ragazzo molto umano. Conosceva bene le piante, e alla fine è morto solo per due errori minimi. In ogni persona che ha incontrato ha lasciato un segno indelebile. E ha visto veramente il mondo.
Non ho potuto fare a meno di ripensare alle sensazioni che provavo mentre mia sorella mi scattava questa foto...

Foto di Tirid Patin

A piedi nudi su una roccia a più di 1800 metri, circondata da piante dure e resistenti a temperature freddissime, osservando un lago dalle acque color della rugiada, dopo una camminata durante la quale dovevo far attenzione a dove mettevo i piedi per non cadere nel vuoto.
Una volta non mi ricordo quale professore ha detto, durante una lezione "La natura non è umana. La natura non perdona."
Ho pensato spesso a questa frase, leggendo Nelle Terre Estreme.

giovedì 7 giugno 2012

Scene che valgono un film 4: Il discorso del re



Questo film è un piccolo gioiello, che ti fa davvero ammirare il coraggio di un uomo che mai avrebbe dovuto essere re ma che, per quei strani trucchi che ti gioca la Storia, lo divenne, e contro le aspettative di chiunque riuscì a guidare il suo popolo in un momento terribile, la Seconda Guerra Mondiale.
Questa scena, però, a mio parere vale tutto il film, perché è tutto vi è perfetto: la recitazione dei due attori, la musica, le inquadrature della macchina da presa. Lo consiglio a tutti.

P.S: Diciamolo, lo metto anche per il giubileo della regina! ;)

giovedì 17 maggio 2012

Sale vuote

Prima parte: ringrazio Elisa di Lacrime di Carta e Inchiostro per il premio Adamas che mi ha appena assegnato!


Ecco qui le regole:

- Scegli un proverbio che ritieni assolutamente vero.
- Pubblica un'immagine che rappresenta il tuo umore in questo momento.
- Tagga sei blog a cui assegnare il premio.

Allora allora allora, il proverbio è questo:

" Il lupo perde il pelo ma non il vizio"
Ecco l'immagine:


Ed infine, i sei blog!

- Le lacrime sono parole mute (bellissimo nome per un blog!)

Ecco qui! Adesso arriviamo alla seconda parte, il post vero e proprio. 

Come ho detto la volta scorsa, lunedì sono andata a vedere The Hunger Games. Mi è piaciuto tantissimo, anche se mi ha messo una certa ansia fino alla fine, forse perché nessuno poteva fidarsi di nessuno. 
Quando sono arrivata al cinema, pensavo di trovarmi davanti una certa fila. Il film ha incassato, nel suo primo week-end di programmazione in America, una cosa tipo 450 milioni di dollari, se non sbaglio. 
E poi, era un film che mi sembrava abbastanza atteso. E invece...
Invece, mi ritrovo in un cinema deserto. Ci sono solo 9 persone io compresa. Nove. 
E' una cosa che sto notando da circa due anni. Per ogni film che vado a vedere, la sala è deserta. E la cosa che più mi sconcerta è che può essere l'ultimo tratto da un fumetto della Marvel, così come il film più 'fuori circuito' della stagione. 
Prima, quando andavo a vedere Spiderman o I Pirati dei Caraibi, la sala era piena, c'era pure una folla in attesa fuori dal cinema. Da due anni, invece, niente. 
L'ultimo film con più di dieci persone in sala che sono andata a vedere è stato The Artist: 25. 
Il film peggiore da questo punto di vista è stato Che-L'argentino: 3. 
Io non capisco. Mi chiedo se è Sassari, ad essere così, o tutta Italia. Sassari non è una città cinefila, conosco una sola persona con cui possa parlare di cinema come lo intendo io, un cinema eclettico, in cui ci sia posto sia per la commedia (tranne i cinepanettoni! ;)) che per il cinema d'essai, anche quello più palloso.  
E' ormai da quando avevo quindici anni che vado al cinema da sola la maggior parte delle volte. 
Bisogna anche dire che la Sardegna è isolata eccetera eccetera, e che il costo del biglietto ormai è caro. Ma ci sono parecchie iniziative perché il prezzo scenda, come il lunedì a 5 euro. La cosa mi sconcerta. 
Se a Dicembre, quando andrò a vedere Lo Hobbit, io e la mia amica C. ci ritroviamo quasi da sole nel cinema perderò ogni speranza. 
Decisamente, il cinema non ha più molto posto nel cuore di molti. 

sabato 5 maggio 2012

La sindrome dell'epoca d'oro

Ieri, ho visto Midnight in Paris di Woody Allen. Mi è piaciuto tantissimo, anzi, credo che sia il film di Woody Allen che mi è piaciuto di più. Il protagonista è affetto dalla 'sindrome dell'epoca d'oro'. Pensa di essere nato nel tempo sbagliato, e vorrebbe vivere nella Parigi degli anni Venti. E un giorno, a mezzanotte, uno strano taxi viene a prenderlo e...lo catapulta nella Parigi degli anni Venti, dove incontra Francis ed Zelda Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, Gertrude Stern, Picasso, Dalì, Luis Bunuel, Cole Porter, Josephine Baker. Ma soprattutto Adrienne, che sogna di vivere alla Belle Epoque, la fine dell'Ottocento. 
Credo che tutti noi siamo un po' affetti dalla sindrome dell'epoca d'oro. Non smettiamo mai di dire "Prima era meglio". Il presente non ci piace mai, ci sembra sempre più complicato, viviamo in un eterno passato dorato. 
Io credo che vorrei vivere proprio negli anni Venti. Di quell'epoca mi piacciono tantissimo i vestiti, così liberi e leggeri, i cappelli (una volta ne ho comprato uno di un modello che andava di moda a quei tempi), le acconciature delle donne, che per la prima volta si tagliavano i capelli corti. Quando sono andata a vedere The Artist, per due ore mi sono sentita come una spettatrice del 1929. 
Un altro periodo che mi piace è l'inizio del 900 e gli anni dieci. Di quell'epoca mi piacciono soprattutto i gruppi letterari, come quello di cui faceva parte Virginia Woolf. Mi piace l'idea che alcuni scrittori si riuniscano periodicamente per parlare, per scambiare idee. Oggi ci sono i forum su internet, ma non è la stessa cosa. Non è come avere la persona davanti a te, seduta ad un tavolo, magari con un bicchiere di vino davanti, non senti la sua voce che ti parla, e soprattutto lo scambio non è diretto. 
Però dopo, ogni volta, mi viene l'angoscia. Se vivessi negli anni Venti, di lì a poco ci sarebbe la Seconda Guerra Mondiale, e se vivessi negli anni dieci, la Prima. Cose orribili, con milioni di persone innocenti uccise soltanto per la loro religione, il loro credo politico, la follia di pochi. 
Spesso, nei film o nei libri che ho visto o letto in cui si festeggia il capodanno del 1900, le persone sono felici, fiduciose, dicono  che si sta per aprire un secolo di progresso e di benessere, in cui tutti vivranno bene e non ci sarà più la povertà. Quattordici anni dopo quella fiducia sarebbe stata infranta dalla Prima Guerra Mondiale, una guerra terribile che oggi mi sembra dimenticata.
Mia nonna all'epoca viveva tra il fronte francese e quello tedesco. Raccontava a mio padre che vedeva i missili andare da una parte all'altra del cielo. Spesso, me la sono immaginata, una ragazzina di dodici anni con i capelli ondulati e castani che all'alba esce di casa per andare a lavorare in fabbrica, guarda nel cielo ancora cupo e vede quegli oggetti volanti che potrebbero distruggere tutto ciò che ha. E lungo il cammino, vede ai lati della strada soldati sfregiati e orribilmente mutilati. 
Una volta il mio professore di inglese ci ha chiesto di definire il XX secolo in una frase. Io ho scritto 'A century of broken hopes'. 
Un secolo di speranze infrante.    

martedì 6 marzo 2012

The Artist, finalmente!!!!

Ammetto che tifavo The Artist agli Oscar senza averlo visto. La mia metà francese diceva che quel film doveva vincere perché era francese. Prima non lo avevo visto perché a Sassari non l'hanno passato, a dicembre. Sicuramente i distributori pensavano: "Un film muto e in bianco e nero non porterà abbastanza soldi nelle nostre tasche". Ed è così che qui a Sassari tantissimi bei film non si vedono o si vedono solo per un giorno in settimana, quando tu sei a scuola. Ma quando The Artist ha avuto l'Oscar, ho pensato "Quanto ci scommetti che la prossima settimana c'è a Sassari??" E infatti è stato così!
The Artist è un bellissimo film, ed è soprattutto un'esperienza. Quando vai a vedere film sonori, di solito il volume è così alto che non si sente nulla tranne quello. Ma per i film muti è diverso: c'è la musica, ma si sente tutto ciò che succede in sala, anche  quando qualcuno si scrocchia le dita! Per un attimo mi sembrava di essere catapultata negli anni ''20, quando i grandi divi si chiamavano Charlie Chaplin e Buster Keaton. E quando un cellulare è squillato rompendo l'incantesimo, mi sono incavolata in un modo!
 Nonostante gli attori non parlassero, ho vissuto emozioni forti, mi sono ritrovata a ridere e con le mani davanti alla bocca per la paura. Michel Hazanavicius ha davvero fatto un bel colpo...e pensare che nessuno voleva produrgli il film!!! E che dire di Jean Dujardin! In Francia è noto da quando fece la parte di Fabio nella versione francese di Love Bugs. Valeva davvero la pena di andare al cinema!

Oggi altro spettacolo: vado a vedere a teatro l'Orlando Furioso con...Stefano Accorsi!!! Appena posso posto la foto dell'autografo. A presto!

sabato 8 ottobre 2011

Scene che valgono un film 2: I 400 colpi


Volevo mettere una scena de "Il discorso del re", ma alla fine, per tutta una serie di ragioni, ho anticipato il post di questa bellissima scena finale. Oggi più che mai vorrei fuggire come Antoine...

venerdì 7 ottobre 2011

Scene che valgono un film 1: Psycho


"I film di Hitchcock sopravviveranno come gli orologi ai polsi dei soldati morti"
                                                                                                         François Truffaut

sabato 17 settembre 2011

Meditazione libresche

I due ultimi libri che ho letto, Au temps ou la Joconde parlait di Jean Diwo e Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley mi hanno fatto pensare.
Il primo è uscito in Francia e mai in Italia. E' un vero peccato, visto che proprio d'Italia si tratta in questo libro. In effetti, racconta di come Antonello da Messina partì da Napoli sul dorso di un mulo fino ad Anversa, nelle Fiandre, per scoprire il segreto della pittura a olio del maestro fiammingo Jan van Eyck. E poi, attraverso le figure di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Tiziano, di come questo segreto, costituito dall'essenza di trementina, sia stato diffuso e apprezzato dai pittori Rinascimentali. Ecco, questo libro mi ha molto impressionato per l'idea di viaggio che esprime.
Oggi, se vogliamo andare in Belgio, ci mettiamo due ore di aereo. Tutto ci sembra vicino, anche l'America, visto che ci vuole meno di un giorno per andarci. Ma per Antonello da Messina, pittore del Quattrocento con appena abbastanza soldi per comprare un mulo, le Fiadre erano lontanissime. Erano l'altro capo del mondo. E infatti tornò in Italia dal suo viaggio dopo quasi due anni. Ecco, grazie a questo libro mi sono accorta che le distanze, in pochi secoli, sono quasi state annullate.

Il secondo libro è ben diverso dal primo. Il Nuovo Mondo è una distopia, un'utopia negativa. E, proprio l'anno scorso in questo periodo ero matta per le utopie. Nel Nuovo Mondo, c'è una completa esasperazione della biologia, della chimica, della psicoanalisi e del comunismo. Il mondo intero è un'unica nazione totalitaria. Gli esseri umani sono confezionati nelle provette e, a seconda della casta scentifica a cui apparterranno, ricevono più o meno ossigeno durante la gestazione in provetta, e una volta cresciuti sono condizionati ad amare o meno i libri, la natura, il caldo o il freddo. Inoltre sono fabbricati in serie, a seconda della domanda di lavoro nel mondo.
Il concetto su cui si basa il totalitarismo dello stato del mondiale è semplice: bisogna far amare al popolo la propria schiavitù. Ecco quindi la formula per una tirannia perfetta. Finché la gente non amerà la propria schiavitù, i tiranni dovranno temere il popolo assoggettato. Dopotutto, le rivolte nei paesi arabi, Tunisia, Libia e Egitto, non sono scoppiate proprio per il malcontento della popolazione?

martedì 16 agosto 2011

Mr. Nobody



Un film pieno di poesia sulle numerose possibilità della nostra vita. E che ci insegna che la nostra esistenza è puro caso, pura fortuna.
Di Jacko Van Dormael, con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley e Rhys Ifans.
Mai uscito in Italia, nonostante i numerosi premi e le ottime critiche.

DISTRIBUTORI ITALIANI, SVEGLIATEVI!!!!!

giovedì 16 giugno 2011

J'ai tué ma mère 2

Questo post avrei dovuto scriverlo un mese fa. Ma che dire, il mese di maggio in seconda liceo è più infernale del solito, perché i professori  spiegano fino agli ultimi giorni di scuola. E quindi, solo ora vi posto la mia recensione di J'ai tué ma mère.

Ho scoperto Xavier Dolan l'anno scorso, quando, sul canale francofono TV5, vidi la cerimonia dei Jutra, gli Oscar del Quebec. Quello che più mi attirò fu il fatto che aveva appena compiuto vent'anni e aveva già diretto il suo primo film, che stava vincendo una valanga di Jutra.
Il film s'intitolava J'ai tué ma mère (Ho ucciso mia madre), e raccontava il rapporto conflittuale tra un ragazzo di sedici anni e sua madre.Cercai su internet se mai un giorno sarebbe uscito in Italia, ma la cosa era impossibile. Così era anche per il secondo film di Dolan, Les amoures immaginaires (Gli amori immaginari).  Rassegnata, pensai che magari avrei potuto comprare il DVD in Francia, dove i film erano usciti.
Quindi, quando ho visto che su TV5 trasmettevano il film, potete immaginare i miei salti di gioia.
J'ai tué ma mère non un film che, a mio parere,piace ai genitori. Prendo come esempio i miei: mio padre se n'è andato dopo venti minuti dicendo che quell'adolescente era 'insopportabile'. 
Io, invece, ho sentito questo film quasi 'mio'. E' incredibile, perché mette in scena proprio quello che io a volte ho sentito o immaginato con i miei. Quando, durante un litigio, Hubert, il protagonista, immagina di prendere dei piatti e di scagliarli con violenza a terra. Quando si sente come una vetrina infranta perché i suoi lo mandano in collegio. Questa rabbia, questa violenza repressa, propria credo di molti adolescenti, Xavier Dolan l'ha messa in immagine con un'abilità incredibile. Mi chiedo come abbia fatto. Forse è perché ha scritto la sceneggiatura a diciassette anni. Forse perché è della mia stessa generazione, ha due anni e mezzo più di me.
In ogni caso, il film è molto realistico. E mi ricorda alcuni elementi della Nouvelle Vague: all'inizio, Hubert dice ad un'insegnate che sua madre è morta. Quando viene a saperlo, lei entra in classe e lo sgrida davanti a tutti. Esattamente come nei 400 colpi di François Truffaut.
Colori, citazioni, parole poetiche fanno di questo film un bell'esempio della nuova generazione di registi emergenti. E speriamo che un giorno una qualche distribuzione italiana si accorga di Xavier Dolan.

martedì 7 dicembre 2010

The Pacific

Come promesso, oggi parlo di The Pacific.
Finalmente, l'ho visto durante la settimana di autogestione, in due giorni. Ed è...bellissimo.
The Pacific è una miniserie tv prodotta da quei due geni di Steven Spielberg e Tom Hanks che racconta la guerra dei Marines nel Pacifico dal punto di vista di tre persone realmente esistite: John Basilone, Robert Leckie e Eugene Sledge, dalla battaglia di Guadal Canal a quella di Iwo Jima, fino a quando tornarono a casa.
The Pacific mostra come sia stata la guerra contro il Giappone in un modo duro e vero, con personaggi e scene che ti entrano nella testa e non ne escono più. Mi sono commossa tante volte, soprattutto nell'episodio finale, il decimo. Soprattutto, mi sono resa conto della differenza delle esperienze che credo ci sia stata tra chi combatteva sul fronte europeo e chi invece lo faceva sul fronte del Pacifico. Non dico che non sia stato duro per tutti. Quando penso al D-Day, a tutto il sangue sparso su quelle spiagge di Normandia, mi vengono sempre i brividi. Ma è significativa una delle scene finali, quando il fratello di Eugene, che anche lui ha combattuto ma in Europa, gli dice: "Vuoi dire che durante tutta la guerra sei rimasto vergine?"
Nel Pacifico i marines non hanno visto altro che pioggia, fango, malattie tropicali, soldati giapponesi che non esitavano a mandare verso di loro donne con un neonato in braccio e una cintura esplosiva che gli cingeva la vita. Non sono stati accolti nelle città liberate come degli eroi. Sono semplicemente tornati a casa, con le loro cicatrici nel corpo e nell'anima. Soprattutto nell'anima. 
Quindi, complimenti a tutti quelli che hanno lavorato a The Pacific, anche al cast tecnico. La musica è bellissima, indimenticabile, e anche i titoli di testa. Devo assolutamente trovare il nome dell'autore dei disegni...M, mi aiuti tu???????

P.S: Stasera recita. E poi poesia. Oddeo!!!!! :D



sabato 4 dicembre 2010

Rischi del mestiere + Bulimia filosofica 2

Essere francese e per di più far parte del laboratorio teatrale della scuola può essere rischioso. Per esempio, una giornata di vacanza può diventare un inferno di orari e appuntamenti. Parlo del 7, che io pensavo di passare come il 5, il 6 e l'8, tranquilla, a letto, a correggere il big project, che ormai è alla sua ultima revisione. E invece...
E invece mi contatta la prof di francese per chiedermi se il 7, giornata della cultura, mi va di leggere un testo in francese alla notte bianca. E io accetto, tanto posso andare lì solo per leggere la poesia e poi me ne torno a casa.
Ma poi, a teatro, ci dicono che la replica del nostro spettacolo la facciamo alla notte bianca. Verso le undici. E che cavolo. Se poi penso che ho una trentina (non sto esagerando) di pagine di storia da studiare, temo che i miei cari personaggi rimarranno senza modifiche ancora per un po'...
Grrrrrrrr...........

Ho finalmente finito Utopia di Thomas More. Non mi ha entusiasmato come La Città del Sole. Non so...credo che sia perché nell'isola di Utopia ci sia meno libertà. Gli abitanti devono chiedere il permesso per andare da una città all'altra (cosa che era praticata in Unione Sovietica), poi ci sono gli schiavi, ed hanno un modo di disporre l'esercito in guerra discutibile: prima i mercenari, poi gli alleati ed infine i soldati Utopiensi. Ma io dico, se hai deciso di far guerra ad un popolo, vai in prima fila!!
Mi è sembrato un libro molto meno divertente...è lungo novantasei pagine e l'ho letto in due settimane, una vergogna per me!!

Infine, ho visto Seven di David Fincher e The Pacific, la serie prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks. La prossima volta che riesco ad entrare ne faccio un post. Era da taaaanto tempo che una serie tv non mi graffiava il cuore in questo modo...a presto!!