lunedì 2 aprile 2012

Ennio Morricone

Ecco qui alcune delle mie canzoni preferite di Ennio Morricone:








Ennio Morricone secondo me è il più grande compositore di musiche di film. Certo, ce ne sono altri bravissimi, come John Barry, ma Morricone ha quel tocco personale che ti fa riconoscere immediatamente una sua musica, appena l'ascolti. E' uno di quei musisti che possono esaltarmi, come per L'estasi dell'oro, e commuovermi, come per la musica de Il Professionista. In quel film sembra quasi che la musica sia fatta su misura per il personaggio di Jean Paul Belmondo, gli da corpo, lo fa sentire ancora più tragico allo spettatore. Nella scena del duello finale di Per qualche dollaro in più, invece, mi piace quell'organo che d'un tratto ti fa capire come il personaggio dell'Indio è ormai sconfitto.
Insomma, Morricone è unico! ;)

domenica 1 aprile 2012

Decisioni e sguardi

Questa settimana, ho deciso di lasciare la scuola, per quest'anno. E' una decisione grave, almeno a me sembra così. Ma che dire, non ho altra scelta. Sto male quasi tutti i giorni, mi deprimo, non mangio più niente, ho attacchi di panico e crisi di lacrime in continuazione. Adesso, basta. Mi rilasso per sei mesi, non metto più piede lì dentro, e l'anno prossimo riparto alla grande. In parte so che la situazione è colpa mia, avrei dovuto studiare di più al primo trimestre, ma non è soltanto per questo.
Quello di cui ho avuto paura, sono stati gli sguardi degli altri. Ho tutto il sostegno dei miei genitori, che hanno subito approvato la scelta. Ma io ho avuto paura degli altri. C'è chi mi ha detto "Fai bene, ora pensa un po' a te stessa", e chi invece mi ha guardato dall'alto con uno sguardo pieno di orgoglio ferito dicendo: "Mi deludi" o "Peccato...". Ma sono stati pochi.
Il fatto è che ne ho abbastanza. Ne ho abbastanza che certe persone mi si dicano che sono scema, lontana 'anni luce' dalla loro divina intelligenza. Che mi si dica che sono una persona cattiva e bugiarda perché in una classe in cui tutti prendono dieci io prendo 7. Ne ho abbastanza che si sparli di me perché i miei vestiti non sono tappezzati di marche. Ne ho abbastanza di tutte queste cose. Io, la gente la rispetto. Se ho un giudizio negativo per qualcuno, non glielo dico davanti come se fosse invisibile e insensibile, lo tengo per me, e la rispetto comunque. 
Ora, per sei mesi, voglio fare altro. Voglio pensare ad altro. Voglio leggere, scrivere, guardare film, fare un orto insieme a mio padre su in giardino, vedere le piante di pomodori crescere e i loro frutti cambiare colore fino a raggiungere un bel rosso. Voglio vivere senza ansie. E costruirmi uno scudo contro tutto quello che di brutto ci sarà l'anno prossimo. Come dicono quelli del Quebec, "mettre les plumes du canard", mettere le piume dell'anatra, perché le piume dell'anatra sono impermeabile e tutto ci scivola sopra come l'acqua.
Però, qualcosa di bello ci sarà: finalmente io e la mia migliore amica saremo vicine di banco. E già questo illumina un po' il mio prossimo anno scolastico, l'ultimo. Non sarò né la prima né l'ultima ad uscire dal liceo quasi ventunenne.

giovedì 29 marzo 2012

E' primavera...

...si vede dalla finestra della mia camera.

 I fiori di albicocco fioriscono...


 ...quelli di trifoglio pure...



...e anche quelli di melo cotogno giapponese!!!!



C'è il sole e...c'è chi ne approfitta!!!




Bene bene bene, ora, secondo le direttive di Elisa (grazie ancora per tutto), dovrei scrivere 7 cose su di me e assegnare dei premi ad altri blog. Saranno pochi premi, perché ne seguo pochi, ma...proviamoci.


Sette cose su di me


1. Il mio sport preferito è il rugby. Poco usuale per una ragazza alta un metro e cinquanta e con un peso di quaranta chili, ma è semplicemente splendido, e come si dice in Invictus, il rugby è uno sport da teppisti giocato da gentiluomini. 

2. Sono un po' timida e tendente a quella che chiamo "autodistruzione spirituale". 

3. Un giorno o l'altro vorrei andare in Quebec, una bellissima terra che mi affascina.

4. Vorrei fare la scrittrice.

5. Ho sei gatti e mezzo, perché uno viene quando gli pare e gli piace.

6. Ho un precario senso dell'equilibrio.

7. Il difetto che più detesto: l'ipocrisia. 


E ora i premi:


A Elisa di Lacrime di Carta e Inchiostro per la simpatia e tutto il resto.


A M. di Pillole di cianuro. So che il suo blog è chiuso, ma M. ha un premio per la sua amicizia sincera e semplice.


Questi sono i miei premi. Mi spiace che siano solo due, ma dato che non ho una connessione stabile non ho molto tempo per seguire tanti blog...recupererò la cosa appena avrò internet tutti i giorni!!!! XD

giovedì 22 marzo 2012

Eowyn di Rohan

Ho appena finito Il Signore degli Anelli. Mi è piaciuto tantissimo, perché racconta di una storia che assomiglia alle antiche saghe nordiche, tipo quella dei Nibelunghi, ma con uno stile moderno e mai noioso. Però, fino a pagina 998, c'era una cosa che un po' mi scocciava: il fatto che non ci fosse un forte personaggio femminile. Il libro infatti non è come il film, in cui a partire dall'inizio si vede Arwen. Nel libro, Arwen appare una cosa tipo tre volte e ha una o due battute, niente di più. E a me questa cosa mancava. Sono affezionata ad alcuni ritratti di donne forti nei libri fantasy, specialmente se guerriere, tipo Nihal nelle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi oppure Arya nel Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini. Ma qui, non c'era nulla.
Finché...non si arriva a pagina 998, quando Eowyn risponde ad Aragorn, che le ha impedito di venire a combattere con lui perché è una donna, che conosce bene il significato delle sue parole, e cioè che dato che è una donna lei deve rimanere in casa, e non può sognare la gloria e la morte in battaglia come gli uomini. Dato che Aragorn dice che tra poco tutti i soldati moriranno, loro, donne, sono destinate a bruciare con la casa.
Ecco, dopo quasi mille pagine di 'maschilismo', ho tirato un gran sospiro e mi sono detta: "Finalmente una che non fa la principessina!" 

venerdì 16 marzo 2012

Happy

Oh si.
Sono felice di essere quel che sono.
Sono felice di essere io.
Vorrei salire sul tetto del grattacielo e urlarlo al mondo intero.
Oggi il sole illumina i giardini pubblici, ci sono tante coppiette sbaciucchianti sulle panchine. Ma per una volta, chi se ne frega?
Guardo i piccioni sempre affamati, gli alberi che tra poco metteranno le foglie, le margheritine sul prato.
Questa è vera vita.
Non mi sono mai sentita così bene. L'aria ha un non so che di primaverile che dice: "Vivi, è da così tanto tempo che non lo fai!"
Da due settimane sono uscita dal guscio che mi aveva fatto sentire così male, e il mondo, anche se è ancora insensato, mi sembra un po' più vivibile.
Sento che la vita non è solo dolore.


sabato 10 marzo 2012

Stefano Accorsi

Orlando Furioso è una bellissima pièce. Divertente e capace di rendere il poema di Ariosto, anche se in modo sintetico, per niente noioso. Ma, alla fine, a me interessava anche avere l'autografo e magari una foto di...Stefano Accorsi.
Questa volta non ho fatto come l'anno scorso, quando avevo passato il pomeriggio intero a provare vestiti e truccarmi. No, stavolta mi sono messa una camicia a quadri e un paio di jeans. Solo, sono andata dal parrucchiere, e il risultato è stato che mi sono ritrovata con la testa mezzo rasata, quando io volevo accorciare i mie capelli già corti di due o tre centimetri.
Comunque, esco dalla sala e vado dal guardiano, che mi dice: "Non può andare sul palco, aspetti che lui esca." E io mi metto ad aspettare, tre foto in una mano e la macchina fotografica nell'altra. Sto lì parecchi minuti, timorosa, scrutando la folla che poco a poco si sta dissipando. Alla fine, chiedo di nuovo al guardiano dove devo andare. Lui sbuffa. "Boh, provi in quel corridoio." Vado dove mi indica e...cosa vedo? Stefano Accorsi letteralmento assaltanto da una tempesta femminile dai 15 ai 70 anni. Prima cosa che penso: "E' un be' alto." Un senso di pietà mi viene nel vedere tutte le donne urlanti, saltellanti e isteriche che gli stanno attorno. Lui è un po' impassibile, firma autografi e fa foto. Sarà abituato. Ma comunque non deve essere piacevole ritrovarsi così, davanti a decine di persone che ti fanno foto e urlano soltanto perché sei tu. Decido di aspettare che la folla si sfoltisca un po', non me la sento di chiedergli autografo e foto adesso. Così, quando sono poche le donne rimaste, mi avvicino.
"Ehm..." Arrossisco. "Potrei avere qualche autografo?" Faccia alla gatto con gli stivali di Shrek.
Lui dice "Certo", prende le mie foto e mi fa velocissimo i tre autografi (uno per me, uno per mia cognata e uno per una mia amica). Poi, firma ancora qualche autografo e scatta qualche foto. Io riprendo il coraggio a due mani.
"Potrei fare una foto....?" Lui prende la mia macchina e fa la foto, poi firma ancora qualche autografo e alla fine, quando tutte sono contente e ridenti, se ne va.
E così... 



...ecco l'autografo.