mercoledì 23 ottobre 2013

V. (e le altre)

E' incredibile, come, all'università, ti capita di ritrovare persone che non ti ricordavi neanche più di avere incrociato nella vita. Ieri mi è successo con V. V. ed io eravamo insieme in quarta ginnasio. Quando ripenso alla me stessa di quel periodo, mi penso estremamente infantile. Convinta di poter giudicare le persone in modo assoluto, senza sapere che molti di quei comportamenti e di quelle esperienze che condanno le farò anche io e possono trovare la loro origine in situazioni non proprio facili. Che ipocrita, quanto ci penso. V. avrà frequentato sei mesi su nove, in quarta ginnasio. Mi ricordo di quei periodi lunghi anche settimane in cui il suo banco rimaneva vuoto. Io non ci parlavo, era molto scontrosa e non aveva vere e proprie amiche nella classe. Quando riappariva leggevi il disprezzo negli occhi dei professori quando il loro sguardo si posava su di lei. V. fu bocciata, ma rimase ancora un anno, da quel che mi ricordo, al classico, e in quell'anno tutti la evitavano perché non usciva con i ragazzi ma con le ragazze, si era tagliata i capelli cortissimi e sembrava coltivare la sua magrezza quasi preoccupante. E poi, V. scomparve, cambiò scuola e non la incrocia più. Ieri l'ho vista entrare nell'aula di Storia Medievale. Si è seduta dietro di me, e quando le ho chiesto se era veramente lei e se si ricordava di me abbiamo chiacchierato. E' stata la più lunga chiacchierata che abbiamo fatto, ma mi ha fatto tanto piacere...V. è completamente cambiata, sorride spesso, è simpatica. E anche nel suo fisico ho notato un cambiamento, si vede che è maturata tantissimo. E' sempre molto magra, ma è al tempo stesso diversa, e quel taglio corto le sta benissimo. V. non è l'unica della mia primissima classe, nella quale sono stata due anni prima di essere bocciata a mia volta, che rivedo in questi giorni. Ho anche rivisto M. e un'altra V., e anche loro avevano questo cambiamento. Mi rendo conto che sono passati sette anni, da quel primo giorno di liceo in cui ci siamo ritrovate tutte chiuse in una classe surriscaldata con professori che ci parlavano in mondo entusiasta del liceo. E in questi sette anni siamo diventate delle donne, non più delle adolescenti con i tratti ancora un po' spigolosi. Cavoli, siamo cresciute proprio.  

venerdì 18 ottobre 2013

Come siamo messi con lo scrivere?

Mmm...bella domanda. Avevo cominciato a scrivere un nuovo libro. Però è da un bel po' che non lo continuo. Stavolta lo voglio assolutamente finire. Mi piace, è un fantasy avventuroso che mescola storie di pirati, re autoritari, figuri misteriosi e isole del tesoro altrettanto misteriose, popolate secondo le credenze popolari da creature dalle quali è meglio non farsi avvicinare. Però...prima il rugby, poi l'università, e il mio proposito di scrivere mille caratteri al giorno e andato a farsi benedire. E ora mi manca scrivere. Però devo preparami per l'esame di storia moderna a dicembre, perché se quello non lo passo a dicembre poi a gennaio e febbraio son dolori. Il poco di pausa che mi concederò in questi mesi sarà la festa di Halloween, il campionato e un week end romantico al mare durante le vacanze di Natale. Per il resto non ho molto tempo. Però la mia testa continua a creare il mio modo fantastico. Voglio richiamarmi a Neil Gaiman e C.S. Lewis, soprattutto al Viaggio del Veliero, che è il mio libro preferito delle Cronache di Narnia. Voglio far pensare alla leggenda dell'Olandese Volante e alla Ballata del Vecchio Marinaio. Le musiche che più m'ispirano sono quelle dell'album Reckoning Night dei Sonata Arctica e quelle degli Era.


Devo ammettere che le storie di pirati e misteriose navi mi hanno impressionato fin da piccola. Mi ricordo di aver letto, sul libro di italiano delle medie, una storia in cui ad un certo punto il protagonista si trovava su un nave dove non c'era nessuno. Poi, vedeva una persona al timone. Le faceva una domanda, ma non ottenendo la risposta la scrollava e si rendeva allora conto che quella persona in realtà era uno scheletro. Che brividi!!! Vorrei questa storia, quando finirò di scriverla, mescoli tutti questi ingredienti in modo piacevole. Lo vorrei proprio. Speriamo di riuscirci...anche se mi sa che ci vorrà del tempo. Ma non scoraggiamoci. Licia Troisi ha scritto l'intera trilogia delle Cronache del Mondo Emerso mentre si laureava, no?

     

mercoledì 16 ottobre 2013

Ci siamo offesi a vicenda, non ci siamo capiti, tante cose in sospeso nell'aria da troppo tempo sono uscite fuori e ci siamo fatti del male. Abbiamo sofferto. Ci siamo odiati. Ma fare del male ad una persona che ami è un'arma a doppio taglio. Perché all'inizio, per pochi secondi, c'è un senso di sollievo, ma poi ti rendi conto di quello che hai detto e vorresti solo morire, annullarti, vedi il dolore che hai provocato negli occhi dell'altro e lo senti dentro di te, ma senti anche un dolore tuo, perché ti senti in colpa per quello che hai fatto. E quando anche a te viene detto qualcosa che ti fa male, quando ti si rende la moneta, allora vorresti fuggire, e ti alzi in piedi per farlo, per fuggire da quella casa, da quella situazione che non reggi più perché fa troppo male, il cuore ti sta scoppiando e quella sensazione di calma irreale ha lasciato il posto a qualcosa di orribile, come quando ti si riapre una ferita e comincia a sanguinare in modo incontrollabile, e piangi. Cominci a correre. Io l'ho fatto. Però ho avuto la fortuna di essere fermata e abbracciata, sull'orlo del precipizio, e di essere perdonata. E allora tutto torna al suo posto. Ma rimane la paura che succeda di nuovo.

 

domenica 13 ottobre 2013

Io? Ne ho abbastanza di mentire. Ne ho abbastanza di farlo con chiunque, di simulare una felicità che non c'è, o almeno che va e viene da mesi ormai. Non so cosa mi prende, non so neanche come sono arrivata a questo punto. Tutto quello che so è che mi sento persa, che a volte nulla a più senso, e che quando cammino per la strada ho paura, ho paura della gente, non voglio che mi guardi, che mi veda, ho paura che mi aggredisca. E vorrei scomparire, annullarmi, perché per colpa mia c'è qualcuno che soffre, qualcuno che non si merita di soffrire perché ha già sofferto tanto. Ma purtroppo è troppo tardi, il danno l'ho già fatto. Mi sento un danno. Vorrei che tutto finisse, vorrei non avere più angosce, non pensare più, non avere più quegli attacchi di panico che almeno una volta a settimana distruggono quel poco che ero riuscita a ricostruire di me stessa. Vorrei uscirne, parlarne con qualcuno che mi aiutasse e che mi possa dire come fare ad uscirne, perché io non lo so, cerco la soluzione e non la trovo, è come trovarsi davanti a quei testi in codice che nessuno riesce a decifrare. E al tempo stesso so che mi vergognerei tantissimo. Sono confusa, stanca di tutto. Non ce la faccio più. Non ce la facciamo più. Vorremmo tornare a prima, quando la felicità era anche solo fare finta di regalarsi un cd stupido.
Basta mentire con tutti, d'ora in poi.

We're absolute beginners...


lunedì 7 ottobre 2013

A volte ritornano...

Lui: "...il batterista del mio gruppo ha più o meno la tua età."
Io: "Come si chiama?"
E mi dice un nome.
Vengo catapultata indietro di quasi otto anni. Fine della terza media, sono una tredicenne che sta scoprendo che l'omologazione non è una bella cosa e gli anni sessanta mi piacciono tantissimo, in segreto sogno una specie di ritorno della beat generation. Mi entusiasmo per Jack Kerouac e il concerto di Woodstock del ''69, voglio imparare a suonare la chitarra come Jimi Hendrix. Un giorno, la mia prof di musica dice che servono delle persone per un coro della scuola che accoglierà una classe di spagnoli venuti per fare uno scambio culturale. Io dico subito che partecipo. Quello stesso pomeriggio, un pomeriggio assolato di inizio aprile, ci portano in un'altra terza. E lì, appena entro, lo vedo. E' un colpo di fulmine. Un'emozione che mi travolge e che ho provato soltanto un'altra volta nella mia vita, e ci sono voluti molti anni. Ha i capelli lunghissimi e scuri, è altissimo, non è proprio bello ma mi piace comunque tantissimo. Mi dicono che suona la batteria e un po' la tastiera. Tento di conoscerlo ma non ci riesco. Rimango ad osservarlo da lontano. Faccio cose deliranti, tipo pedinarlo per scoprire dove abita. Sono felicissima di scoprire che andrà nel mio stesso liceo. E' lì che riesco a conoscerlo, attraverso un complicato intrigo. Quel giorno gli stringo la mano, e gli dico tutto quello che ho imparato in ventiquattr'ore su Stewart Copeland, il batterista dei Police che è il suo idolo. Mi masterizza il loro primo cd, poi vado ad alcuni concerti del suo gruppo di allora, ma niente di più. Ci metterò un altro anno per riprendermi da questa specie di cotta, o amore platonico a senso unico. Da quando il suo vecchio gruppo si è sciolto non l'ho più rivisto, e pensavo che non sarebbe mai più successo. E invece...a volte le persone per le quali hai provato qualcosa di forte, anche se quando ci ripensi ti rendi conto di quanto fossi ingenua a quel tempo, ritornano. Il mondo è davvero piccolo...

giovedì 3 ottobre 2013

"...ogni epoca ha i suoi fossili guida. Un fossile guida della nostra epoca potrebbe essere Napolitano, che poi è anche un fossile vero e proprio..."

Il titolo è una citazione del mio professore di storia medievale. E' un genio, lo seguo benissimo e poi,  da quando ha cominciato a spiegare seriamente è stato ancora meglio.
Alla fine le prime lezioni che ho avuto sono state soprattutto delle presentazioni del corso che seguiremo. A seguire quella di storia medievale siamo un'ottantina, e abbiamo cambiato aula perché non c'erano abbastanza posti. A seguire storia moderna invece siamo più centocinquanta, perché è un corso seguito da quattro diversi corsi di laurea, infatti la lezione è fatta in aula magna. Come sono le lezioni universitarie? Più coinvolgenti di quelle del liceo. Il professore non spiega e basta ma ti interpella direttamente, e puoi anche discuterci. Sono entusiasta! Ho già cominciato a imparare cose nuove e ne sono proprio contenta. E poi, mi sento così libera...per dire, oggi avevo due ore di storia contemporanea, in cui siamo solo trentadue studenti, e dato che era la prima lezione la prof. ha chiacchierato con noi tre quarti d'ora, poi ha detto che cominciava a spiegare dalla settimana prossima e siamo usciti dall'aula. Potevamo fare qualunque cosa, anche tornare a casa, se si abita abbastanza vicino. Io un'ora dopo avevo storia medievale, e così ne ho approfittato per andare in biblioteca a studiare. Cose così al liceo non potrebbero mai succedere, mi ricordo che quando avevamo un'ora buca dovevamo rimanere in classe e se per caso il supplente ti trovava a ripassare erano dolori. Insomma, al momento mi trovo molto, ma molto bene.
Ieri mi sono fatta un po' male alla caviglia mentre mi allenavo, ieri sera era un po' gonfia e anche stamattina faceva male, ma ora va meglio. Non è nulla di grave. :)
Bene, ora vi saluto...a presto! :D