martedì 17 maggio 2011
J'ai tué ma mère
Giovedì, finalmente, dopo più di un anno di attesa, vedrò questo film del Québec...premio alla Quinzaine des réalisateurs 2009. YEAH!!!
Ubicazione:
Sassari SS, Italia
sabato 16 aprile 2011
Balla coi Lupi...
...uno dei più bei film di tutti i tempi!
giovedì 7 aprile 2011
29 MARZO 2011
Per tutta la giornata, ho un pensiero fisso in testa: oggi c'è lo spettacolo. Passo il pomeriggio a truccarmi è struccarmi, finché non trovo il make-up buono. Mentre i miei non ci sono, fumo una sigaretta. Sono nervosissima. Quando tornano, mi dicono che sono fortunata: hanno trovato un posto in platea, a buona distanza dal palco.
'Uff '. Con uno spettacolo del genere, temevo che fossero stati tutti presi.
Mi piastro con cura i capelli (oggi non ne ho voglia dei boccoli), mi vesto in modo elegante ma un po' originale: un vestito grigio, collant viola, converse nere. Una collana di pietre, un braccialetto con le conchiglie, in un orecchio il percing e nell'altro un pendente a forma di scheletro fosforescente. Trucco: mascara e lucidalabbra. Niente di più. Controllo e ricontrollo la borsa, ci metto anche la macchina fotografica. Non si sa mai. E il cuore mi batte a mille quando penso a con chi voglio farmi la foto.
A teatro c'è il mondo. Anche il preside, che mentre fumo nervosamente un'ultima sigaretta, mi avvicina e mi fa i complimenti per le letture del centocinquantennio. Io dico: "Ehm...grazie!" e arrossisco.
Mi siedo giusto in tempo. Non appena il sipario si apre, sono catapultata in un mondo forte, brutale, in cui i pesonaggi e tutte le loro certezze sono distrutti. La storia de "La Ciociara" di Moravia. Ci sono stati vari momenti durante i quali volevo piangere talmente ero disperata come Cesira e Rosetta, applaudire ai discorsi di Michele, e alla fine ammetto che qualche lacrima l'ho versata, quando, soli sulla scena, c'erano Cesira, ormai anziana e abbandonata e il fantasma/ricordo di Michele, sporco di sangue come quando è stato ucciso dai tedeschi.
Dopo vari minuti durante i quali non smetto di applaudire e di dire "BRAVI!", esco. Ho il cuore in gola, ma tento di superare la timidezza. Chiedo all'entrata dove devo andare per complimentarmi con gli attori. Ma penso soprattutto a...oddio, ho il cuore a mille!!!!!!!!
Mi indicano il luogo, e mi dirigo lì insieme ad una coppia. Apriamo una porta e ci ritroviamo sul palco. Proprio in quel momento passa l'attore che interpreta Michele, Daniele Russo. Gli chiediamo se può farci l'autografo e lui dice di si, molto gentilmente. Non appena mi vede, esclama: "Caspita, sei proprio emozionata!"
Solo in quel momento mi accorgo che ho la faccia in fiamme e tremo come un budino.
"Ehm...si, è stato davvero duro..."
E arrossisco ancora di più.
Ma quando lui se n'è andato salutandoci e vedo chi sta uscendo ora dal palco, mi si secca la gola. E' lei! Donatella Finocchiaro!!!
E' stata anche lei veramente gentile. Mi ha fatto l'autografo sul CIAK che avevo portato e ho fatto pure una foto insieme a lei. Ha davvero un bell'accento del sud. E devo dire che ho fatto fatica a non pensare che ultimamente ha recitato accanto a Carlo Verdone ed è stata diretta da Marco Bellocchio. Oddio!!!!!
E poi, ho avuto anche la firma di Rino di Martino, che interpretava Tommasino, e Martina Galletta, nel ruolo di Rosetta (bravissima!!!). Quest'ultima cosa davanti a Daniele Russo, che, guardando l'articolo del CIAK sulla Ciociara, continuava a ripetere che era bello vedere persone così emozionate per uno spettacolo. Alla fine, dopo aver salutato tutti, e fatto ancora i complimeti, me ne sono tornata dai miei con un sorriso che per poco non mi si spaccava la mascella.
Oddio!!!! Ho incontrato e stretto la mano a dei veri attori!!!
'Uff '. Con uno spettacolo del genere, temevo che fossero stati tutti presi.
Mi piastro con cura i capelli (oggi non ne ho voglia dei boccoli), mi vesto in modo elegante ma un po' originale: un vestito grigio, collant viola, converse nere. Una collana di pietre, un braccialetto con le conchiglie, in un orecchio il percing e nell'altro un pendente a forma di scheletro fosforescente. Trucco: mascara e lucidalabbra. Niente di più. Controllo e ricontrollo la borsa, ci metto anche la macchina fotografica. Non si sa mai. E il cuore mi batte a mille quando penso a con chi voglio farmi la foto.
A teatro c'è il mondo. Anche il preside, che mentre fumo nervosamente un'ultima sigaretta, mi avvicina e mi fa i complimenti per le letture del centocinquantennio. Io dico: "Ehm...grazie!" e arrossisco.
Mi siedo giusto in tempo. Non appena il sipario si apre, sono catapultata in un mondo forte, brutale, in cui i pesonaggi e tutte le loro certezze sono distrutti. La storia de "La Ciociara" di Moravia. Ci sono stati vari momenti durante i quali volevo piangere talmente ero disperata come Cesira e Rosetta, applaudire ai discorsi di Michele, e alla fine ammetto che qualche lacrima l'ho versata, quando, soli sulla scena, c'erano Cesira, ormai anziana e abbandonata e il fantasma/ricordo di Michele, sporco di sangue come quando è stato ucciso dai tedeschi.
Dopo vari minuti durante i quali non smetto di applaudire e di dire "BRAVI!", esco. Ho il cuore in gola, ma tento di superare la timidezza. Chiedo all'entrata dove devo andare per complimentarmi con gli attori. Ma penso soprattutto a...oddio, ho il cuore a mille!!!!!!!!
Mi indicano il luogo, e mi dirigo lì insieme ad una coppia. Apriamo una porta e ci ritroviamo sul palco. Proprio in quel momento passa l'attore che interpreta Michele, Daniele Russo. Gli chiediamo se può farci l'autografo e lui dice di si, molto gentilmente. Non appena mi vede, esclama: "Caspita, sei proprio emozionata!"
Solo in quel momento mi accorgo che ho la faccia in fiamme e tremo come un budino.
"Ehm...si, è stato davvero duro..."
E arrossisco ancora di più.
Ma quando lui se n'è andato salutandoci e vedo chi sta uscendo ora dal palco, mi si secca la gola. E' lei! Donatella Finocchiaro!!!
E' stata anche lei veramente gentile. Mi ha fatto l'autografo sul CIAK che avevo portato e ho fatto pure una foto insieme a lei. Ha davvero un bell'accento del sud. E devo dire che ho fatto fatica a non pensare che ultimamente ha recitato accanto a Carlo Verdone ed è stata diretta da Marco Bellocchio. Oddio!!!!!
E poi, ho avuto anche la firma di Rino di Martino, che interpretava Tommasino, e Martina Galletta, nel ruolo di Rosetta (bravissima!!!). Quest'ultima cosa davanti a Daniele Russo, che, guardando l'articolo del CIAK sulla Ciociara, continuava a ripetere che era bello vedere persone così emozionate per uno spettacolo. Alla fine, dopo aver salutato tutti, e fatto ancora i complimeti, me ne sono tornata dai miei con un sorriso che per poco non mi si spaccava la mascella.
Oddio!!!! Ho incontrato e stretto la mano a dei veri attori!!!
Ubicazione:
Sassari SS, Italia
sabato 19 marzo 2011
Cattedrali...
Ho notato che, da un po', se vedo un libro nella cui vicenda c'entra una cattedrale, lo voglio. E' come per I Pilastri della Terra. Solo che, ora, questa voglia di leggere libri sulle cattedrali mi è presa anche con La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones e Il Diavolo nella Cattedrale di Franz Shatzing. Il primo lo ha comprato mio padre qualche giorno fa, quando in libreria abbiamo fatto una 'strage' di libri (cioè abbiamo acquistato insieme tutto ciò che ci è capitato sotto mano), il secondo mi sa che lo prendo io il giorno in cui ho un altro raptus da compratrice compulsiva di libri. Forse perché le cattedrali, anche nella vita, mi affascinano. E' una di quelle cose che mi lasciano sempre a bocca aperta. Sono così alte, imponenti, ma al tempo stesso emanano un senso di leggerezza e perfezione pazzesco. Credo che la prima che ho visto è stata quella di Strasburgo, a dodici anni, in gita. Per tre volte mi sono fermata e con lo sguardo l'ho percorsa dal basso verso l'alto a bocca aperta. Mi sono sentita piccola piccola, stupita che al mondo potesse esistere un esempio tale di bellezza. E all'interno, le cose più grandiose erano lo spazio, i vetri, e soprattutto il rosone. I rosoni sono come un grande occhio dai mille colori che osserva in perpetuo le persone che gli passano davanti. Mi ricordo che ad un certo punto mi sono seduta e ho avvertito un grande senso di pace. Non sono credente, ma ho sempre amato la calma e la luce soffusa delle chiese. Sembra sempre che, in quel luogo, nulla di grave potrà mai accadere.
L'ultima che ho visto è stata quella di Exeter, in Inghilterra. Mio padre me ne aveva parlato spesso, e ciò che più mi è piaciuto sono stati tutte quelle centinaia di personaggi scolpiti sulla facciata. Uomini, donne, animali, tutti con un volto, un atteggiamento, un vestito diverso. Se avessi potuto, credo che li avrei fotografati uno a uno. Invece, mi sono dovuta accontentare di un cavaliere templare con un cagnolino ai piedi e un angelo. E all'interno, immaginatevi la mia faccia quando ho visto La Madonna della Seggiola di Raffaello, il mio pittore preferito! Sarò rimasta almeno dieci minuti a osservarla nell'atto così dolce e materno di abbracciare il Bambino.
Le cattedrali che vorrei vedere ora sono Notre Dame e Saint-Denis a Parigi, e poi quella di Salisbury, che ha ispirato a Ken Follett quella di Kingsbridge nei Pilastri della Terra. Adoro il turismo letterario!
L'ultima che ho visto è stata quella di Exeter, in Inghilterra. Mio padre me ne aveva parlato spesso, e ciò che più mi è piaciuto sono stati tutte quelle centinaia di personaggi scolpiti sulla facciata. Uomini, donne, animali, tutti con un volto, un atteggiamento, un vestito diverso. Se avessi potuto, credo che li avrei fotografati uno a uno. Invece, mi sono dovuta accontentare di un cavaliere templare con un cagnolino ai piedi e un angelo. E all'interno, immaginatevi la mia faccia quando ho visto La Madonna della Seggiola di Raffaello, il mio pittore preferito! Sarò rimasta almeno dieci minuti a osservarla nell'atto così dolce e materno di abbracciare il Bambino.
Le cattedrali che vorrei vedere ora sono Notre Dame e Saint-Denis a Parigi, e poi quella di Salisbury, che ha ispirato a Ken Follett quella di Kingsbridge nei Pilastri della Terra. Adoro il turismo letterario!
Ubicazione:
Sassari SS, Italia
martedì 15 marzo 2011
Gatti per la strada
A volte mi chiedo se in una vita precedente sono stata una sacerdotessa della dea Bastet. Altrimenti non riesco proprio a spiegarmi l'effetto che faccio su tutti i gatti che incontro.
Sabato sera, tornando da mia nonna, sulla mia stessa strada vedo un gatto. A pelo corto, bianco a macchie grigie e grasso. Aveva la testa piccola piccola e un corpo enorme.
La cosa continua così per parecchi minuti, con io che metto la gatta per terra, continuo a camminare, lei che mi si mette fra i piedi e mi balza in braccio e poi le parlo. E un anziano signore di passaggio si ferma a guardare questa ridicola scena.
Alla fine, nel momento in cui finisce il marciapiede e devo attraversare la strada, finalmente la gatta non mi segue più, ma mi guarda con un po' di tristezza negli occhi. E ho una stretta al cuore.
A proposito di gatti, sto leggendo questo libro:
Sabato sera, tornando da mia nonna, sulla mia stessa strada vedo un gatto. A pelo corto, bianco a macchie grigie e grasso. Aveva la testa piccola piccola e un corpo enorme.
Come al solito quando vedo qualunque animale (li amo troppo), mi chino e provo a farmi annusare una mano. Loro lo vedono sempre di buon occhio, è il primo gesto per farsi accettare. La reazione però mi lascia basita. Infatti, la gatta, perché mi sono appena accorta che è una femmina, comincia a strusciarsi contro la mia mano felice, facendo le fusa e miagolando. Io comincio ad accarezzarla. Però dopo un po', mi alzo per andare da mia nonna. Le dico: "Ciao."
Ebbene, non ho fatto due passi che me la ritrovo fra le gambe a strusciarsi sulle mie scarpe. La situazione precipita quando mi chino e lei mi balza letteralmente fra le braccia. E intanto io comincio a parlarle:
"No...ma...guarda che non posso portarti a casa...ne ho già quattro di gatti...dai...smettila...ma si, sei carina, ma io non posso portarti con me..." La cosa continua così per parecchi minuti, con io che metto la gatta per terra, continuo a camminare, lei che mi si mette fra i piedi e mi balza in braccio e poi le parlo. E un anziano signore di passaggio si ferma a guardare questa ridicola scena.
Alla fine, nel momento in cui finisce il marciapiede e devo attraversare la strada, finalmente la gatta non mi segue più, ma mi guarda con un po' di tristezza negli occhi. E ho una stretta al cuore.
Non lo so proprio perché faccio questo effetto ai gatti. Ogni volta che ne incontro uno, non mi si stacca più. Ma dopotuto, anch'io sento una grande affinità con questi magnifici felini...
"Dio ha creato il gatto perché l'uomo potesse accarezzare una piccola tigre."Richelieu
A proposito di gatti, sto leggendo questo libro:
Questo libro mi ricorderà Plymouth, dove la storia, vera, è avvenuta e dove ho trascorso cinque fantastiche
settimane un anno e mezzo fa...ne parlerò quando lo avrò finito.
Ubicazione:
Sassari SS, Italia
lunedì 7 marzo 2011
Una stufa ti cambierà la vita!
Prima, a casa mia, avevamo una stufa piccola, in ferro, che non riscaldava più di uno spazio di cinquanta centimetri. Una settimana fa, finalmente, ne abbiamo comprata una grande, con due fasce di quadrati in ceramica grigi e un vetro che ti fa ammirare il fascino misterioso del fuoco che consuma lentamente il legno. E che dire, la mia vita è cambiata.
PRIMA DELLA NUOVA STUFA:
Verso le 6:30-7 del mattino, quando mi sveglio, temperatura ambiente di 12-13 gradi. Il mio braccio è aggredito dal freddo. Inutile dire che lo rimetto in fretta sotto le coperte nel calore dello scaldasonno e rimango mezzora a chiedermi se uscire o no. Quando torno a casa da scuola, papa' accende la stufa. Dopo molte fatiche, riesce a far partire il fuoco. A sera, temperatura in camera di 14 gradi. Ma io intanto mi sono rifugiata per studiare nel mio letto, dove ho acceso lo scaldasonno al massimo. Trascorro quindi il mio pomeriggio a letto.
DOPO LA NUOVA STUFA:
Alle 6:30-7 del mattino, temperatura ambiente di 16-17 gradi. Niente umidità assassina. Quindi scendo prima a fare colazione e non arrivo in ritardo a scuola. Il pomeriggio e la sera si arriva anche a 18 gradi. Quindi lo scaldasonno rimane spento (= meno consumo di elettricità), e non sono più costretta ad imbaccuccarmi: giro per casa in maglietta a maniche lunghe.
Ma il record è stato stabilito ieri notte:
Io amo la mia stufa!!! :)
So che c'è un po' di folle in questo post. Sarà che ultimamente sto attraversando una fase di inquietante ottimismo... :D
PRIMA DELLA NUOVA STUFA:
Verso le 6:30-7 del mattino, quando mi sveglio, temperatura ambiente di 12-13 gradi. Il mio braccio è aggredito dal freddo. Inutile dire che lo rimetto in fretta sotto le coperte nel calore dello scaldasonno e rimango mezzora a chiedermi se uscire o no. Quando torno a casa da scuola, papa' accende la stufa. Dopo molte fatiche, riesce a far partire il fuoco. A sera, temperatura in camera di 14 gradi. Ma io intanto mi sono rifugiata per studiare nel mio letto, dove ho acceso lo scaldasonno al massimo. Trascorro quindi il mio pomeriggio a letto.
DOPO LA NUOVA STUFA:
Alle 6:30-7 del mattino, temperatura ambiente di 16-17 gradi. Niente umidità assassina. Quindi scendo prima a fare colazione e non arrivo in ritardo a scuola. Il pomeriggio e la sera si arriva anche a 18 gradi. Quindi lo scaldasonno rimane spento (= meno consumo di elettricità), e non sono più costretta ad imbaccuccarmi: giro per casa in maglietta a maniche lunghe.
Ma il record è stato stabilito ieri notte:
Io amo la mia stufa!!! :)
So che c'è un po' di folle in questo post. Sarà che ultimamente sto attraversando una fase di inquietante ottimismo... :D
Ubicazione:
Sassari SS, Italia
sabato 5 marzo 2011
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