sabato 14 aprile 2012

Edward Sheriff Curtis

Ho saputo chi fosse Edward Sheriff Curtis un po' per caso. Stavo facendo le mie solite ricerche sugli indiani sull'enciclopedia al computer, quando d'un tratto, tra i risultati sulla sinistra, vedo questo nome: Curtis, Edward Sheriff.
"E tu chi sei?" mi chiedo. Infatti il nome non era per niente indiano. Sul momento penso ad un generale che ha compiuto qualche massacro, ma poi clicco sulla voce, e scopro che Edward Sheriff Curtis è un fotografo americano nato nel Wisconsin nel 1868 che, dopo aver scoperto l'orrore del massacro di Wounded Knee, l'ultima "battaglia" delle guerre indiane in cui morirono 200 indiani tra cui donne e bambini, decise di intraprendere un lungo viaggio per fare un reportage sulle tribù indiane e mostrare lo squallore in cui vivevano. Attraversò in lungo e in largo Stati Uniti e Canada, scattando più di 40 000 foto, catalogando 1000 lingue, e trascrivendo 10 000 canti religiosi.
Questa storia mi ha molto colpita. Dopo tutte le letture di massacri e assassinii ingiustificati, dopo tutta la violenza di cui avevo letto, la storia di un bianco che rimane scioccato da ciò che ha fatto il suo stesso paese e passa quindi anni viaggiando con tutti i mezzi di trasporto possibili (anche le canoe), sopportando pioggia e freddo pur di incontrare gli indiani, come per tentare di rimediare qualcosa e di chiedere scusa, mi ha colpita.
E' un po' come la storia dell'amicizia tra Cavallo Pazzo e Caspar Collins. Chi l'avrebbe mai detto che tra uno dei più grandi guerrieri Sioux e un tenente figlio del capo di un forte sarebbe potuta nascere un'amicizia così intensa da ispirare in parte il film Balla coi Lupi?
Spesso, ho immaginato Edward Sheriff Curtis salire in cima ad una collinetta ricoperta di erba alta e verdissima scossa da un leggero vento, con un bastone in mano per le lunghe camminate, dirigersi verso una catapecchia malamente costruita per intervistare un vecchio indiano. Un po' come ho immaginato Caspar Collins accerchiato da guerrieri Sioux con le mani alzate balbettando che vuole incontrare Cavallo Pazzo con quel poco che conosce di quella lingua misteriosa e bellissima che è il Sioux. Non so se queste due scene siano realmente accadute.
Quando, nel 1907, Edward Sheriff Curtis pubblicò la sua apera, ne vendette appena 200 copie e fece bancarotta. Ma, secondo me, anche solo tutto ciò che aveva fatto lo aveva già sufficientemente pagato.


3 commenti:

  1. Ehie, ehi, ehi! Mi sono persa qualcosa? Hai cambiato grafica?????? Bé, mi piace molto! Semplice ed efficace! Carina! :):)E vedo che hai aggiunto qualche gadget... brava!

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